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Diritto d'autore nell'era digitale, i risultati dell'indagine
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Articolo di Simone Aliprandi *
13 ottobre 2012 11:47
 
Nel febbraio 2011 sulle pagine di questo sito era uscito un articolo in cui annunciavo il lancio di un sondaggio online sul tema "Il diritto d'autore nell'era digitale: comportamenti, percezione sociale e livello di consapevolezza" e ne spiegavo il background teorico.
La compilazione del questionario è rimasta aperta per 120 giorni (dal 1° febbraio al 1° giugno); subito dopo ho diffuso in rete un resoconto preliminare in cui si rendeva conto indicativamente di quante persone avevano partecipato e contestualmente ho dato appuntamento ad un futuro prossimo per la pubblicazione dei risultati e dei relativi commenti.
Successivamente ho elaborato i dati e ho portato a termine il mio dottorato di ricerca proprio integrando nella mia tesi i risultati raccolti con la web-survey.
Ora, sono passati altri mesi ed è finalmente giunto il momento di mantenere la promessa effettuata all'epoca della promozione della survey: cioè quella di divulgare tutto il materiale relativo alla ricerca in modalità “open” con licenze di libera distribuzione (Creative Commons).
Alcuni articoli di taglio accademico sono stati già inviati a riviste specializzate e verranno pubblicati nelle prossime settimane; tuttavia nel frattempo è possibile avere una panoramica generale dei risultati attraverso un apposito sito messo online alla fine di agosto.
Il sito è accessibile dall'indirizzo www.aliprandi.org/copyrightsurvey, contiene una presentazione ed è strutturato come blog, così da consentire a qualsiasi lettore di effettuare commenti direttamente sotto ciascun grafico. Trattandosi di una ricerca “pilota”, con spirito più che altro esplorativo, è infatti per me importantissimo raccogliere il maggior numero di feedback possibili; l'idea è infatti quella di tracciare le linee guida per una futura riproposizione della ricerca.
Per fornire un'anticipazione di quanto presente nel citato sito web e nei relativi articoli accademici, in questa sede posso riportare uno dei grafici più rappresentativi: quello che accorpa i quesiti da 3.5a a 3.5h con i quali si ponevano alcune affermazioni sul download abusivo di contenuti creativi e si chiedeva quanto il livello di accordo o disaccordo con esse.































Nonostante la mancanza di una solida rappresentatività statistica del gruppo di rispondenti, che comunque è piuttosto ampio (1289 persone per l'Italia), emergono dati interessanti. Ad esempio il 70% circa dei rispondenti è d'accordo con l'idea che il download abusivo danneggia più che altro le aziende produttrici e non tanto gli autori delle opere; il 70% dei rispondenti concorda anche che si tratti di un comportamento non lecito ma molto comune e generalmente accettato. Curioso anche quel 60% di risposte in accordo con l'idea che il download abusivo possa addirittura essere un fenomeno socialmente utile poiché diffonde cultura.
Per la visualizzazione degli altri grafici e soprattutto delle informazioni quantitative sul gruppo dei rispondenti, si rimanda al sito. E – come già spiegato – ogni commento sarà preziosissimo.

* Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto Copyleft-Italia.it, è membro del network Array e collabora con alcune cattedre universitarie; ha pubblicato alcuni articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Maggiori informazioni sul suo sito www.aliprandi.org.

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