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Pesticidi. Parlamento europeo ne limita la diffusione
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Articolo di Redazione
16 giugno 2017 11:34
 
  E’ un lungo braccio di ferro che finisce col Parlamento europeo in seduta plenaria, mercoledi’ 14 giugno, a svantaggio di un’agricoltura interamente dipendente dai prodotti fitosanitari. Tra i rappresentanti dell’agricoltura intensiva e i difensori dell’ambiente, la biodiversita’ si e’ imposta nell’emiciclo di Strasburgo.
Nel 2013, nel quadro della riforma destinata tra l’altro a “rinverdire” la politica agricola comune (PAC), era stato deciso di creare “delle superfici di interesse ecologico” (SIE), cioe’ dei luoghi specifici per i quali gli agricoltori ricevono dei crediti a condizioni di preservarli. L’idea e’ di creare delle sorte di rifugio di biodiversita’, degli spazi naturali o semi-naturali in un contesto di agricoltura intensiva.
In seguito, questa iniziativa ha dato dei continui stimoli di avanzamento, inclusi quelli in seno al Parlamento europeo stesso. Mercoledi’, i deputati hanno respinto il veto della Commissione parlamentare dell’agricoltura e dello sviluppo durevole, che si opponeva al divieto dei pesticidi nelle SIE. I due eurodeputati conservatori Albert Dess (PPE, Germania) e John Stuart Agnew (ELDD, Regno Unito) erano riusciti a maggio a bloccare la proposta di Bruxelles di limitare l’uso di pesticidi chimici nelle zone protette, che include spesso margini dei campi, maggese, tamponi, siepi ed alberi, ricchi in biodiversita’.
“Prima volta”
Con la riforma del 2013, secondo la nuova PAC, qualsiasi operatore che domanda un pagamento diretto degli aiuti agricoli della UE e che possiede piu’ di 15 ettari di terre arabili, deve dichiarare e proteggere il 5% delle sue superfici per salvaguardare e migliorare la biodiversita’. Deve lasciare dei pezzi di terra incolti o renderli piu’ vegetali con delle piante che fissino l’azoto, e, in seguito, preservare questi pezzi da ogni uso di pesticidi.
La posta in gioco è alta per gli operatori: questo “pagamento verde” rappresenta il 30% degli aiuti diretti della PAC. “E’ la prima volta che l’Unione Europea vota un dispositivo che limita per evolversi verso un’agricoltura senza pesticidi”, si felicita Pascal Canfin, direttore generale di WWF France.
“Una volta che le superfici di interesse ecologico sono state progettate per offrire dei rifugi a tutte le specie che aiutano gli agricoltori, la diffusione dei pesticidi viene autorizzata. Potrebbero quindi svolgere il loro ruolo; siamo felici che questo cambi”, dice Carmen Etcheverry di France nature environnment (FNE).
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“Agricoltura ecologicamente razionale”
La PAC assorbe il 38% del budget europeo. L’applicazione di questa riforma che limita il ricorso ai pesticidi e’ la testimonianza di un forte impegno da parte di Bruxelles in favore dell’ambiente. Per il direttore della politica agricola di Greenpeace, Marco Contiero, si tratta di un voto promettente: “La decisione del Parlamento europeo non sara’ l’ultima nella lotta per un’agricoltura ecologicamente razionale che sostenga le persone, gli animali e il Pianeta”.
Le ONG ambientali sperano in misure piu’ forti da parte del parlamento. Il WWF e’ dispiaciuto che la riforma finale della PAC abbia abbassato da 7 a 5% la superficie di SIE prevista in ogni sito. “Percentuali come questa, non sono sufficienti e non rappresentano il nostro obiettivo finale”, dice Canfin.
Le ONG sono molto mobilitate sulla questione dei pesticidi, che tocca sempre di piu’ i cittadini. Il 3 maggio scorso, in occasione dell’ultima consultazione sulla PAC, 258.000 europei e 600 associazioni e imprese hanno firmato per sostenere la campagna Living Land, un’iniziativa lanciata da WWF, Birdlife Europe e l’Ufficio europeo dell’ambiente per reclamare un modello agricolo piu’ sano e durevole.

(articolo di Lola Bodin Adriaco, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 16/06/2017)
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