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Emergenza automobili? Tra effetto serra e disonesta' dei produttori. Comportamenti individuali e collettivi. Urgente!!
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Editoriale di Vincenzo Donvito
8 novembre 2016 11:20
 
 Non solo Volkswagen e un po' di Audi, ma anche Audi in modo consistente e ancora piu' “raffinato” per cercare di ingannare l'autorita'. E' quanto si viene a sapere dall'autorita' californiana. L'Audi, che produce alcuni modelli di alta gamma della casa tedesca che da tempo ha acquisito questo marchio, avrebbe creato un software che ai controlli faceva risultare i veicoli in regola, ma nella guida pratica quotidiana non rispettava per nulla le norme antinquinamento (se non per lo 0,01%...). Sistemi da far sembrare dilettanti i loro “genitori” Volkswagen.....
Ci domandiamo perplessi: cosa avranno ancora fatto, e siamo sicuri che gli altri produttori facciano come le norme prevedono, visto che non tutti si sottopongono alle strette e precise norme di controllo dello Stato della California? Ovviamente non abbiamo risposte precise in merito, e ci affidiamo solo a quanto raccogliamo dall'informazione. Cosi' come non siamo in grado di valutare se le restrizioni californiane -o di qualunque altra parte- siano eccessive o meno. Ci poniamo, pero' il problema di un modello di sviluppo e dei suoi principali attori che, pur di mantenere alti i loro profitti, si fanno solo i fatti loro -che sono, come in questo caso, deleteri per la comunita'.
Il Pianeta e' surriscaldato, le emissioni di gas ad effetto serra ci stanno uccidendo. Le Nazioni Unite stanno cercando in qualche modo di impegnare gli Stati perche' prendano consapevolezza di questo e agiscano di conseguenza. Proprio in questi giorni e' in corso a Marrakesh (Marocco) la COP22 che dovrebbe mettere in pratica gli accordi di Parigi (COP21) che son entrati in vigore lo scorso 4 novembre e che dovrebbero portare a limitare il surriscaldamento entro il limite di 2 gradi centigradi. Le nostre citta' sono invivibili, sia per ragioni infrastrutturali che per l'inquinamento, ed i Comuni si barcamenano abbastanza male per farvi fronte, spesso facendo finta di prendere provvedimenti che, pero', mettono sempre al centro la mobilita' privata con emissioni inquinanti. Citta' come Roma o Firenze (nella loro diversita') sono invivibili, mentre a New Delhi le scuole chiudono per tre giorni (i cantieri per cinque) per impedire che la gente esca di casa e si avveleni piu' del solito.
Che fare? Ovviamente la questione e' articolata e non di immediata soluzione. Con l'aggravante delle grandi aziende come Audi che ci mettono tutto l'impegno per renderci ancora piu' difficile la vita e la ricerca delle soluzioni.
Intanto, cerchiamo di farci meno male. Lasciamo a casa le auto, andiamo in bicicletta e, vista la penuria cronica di piste ciclabili, facciamo sentire la nostra indignazione verso gli amministratori che non le costruiscono o -peggio- fanno finta di farle. Usiamo, quando non ci penalizza estremamente, i mezzi pubblici, anche qui facendo sentire la nostra indignazione quando funzionano male e/o sono insufficienti o troppo costosi. Poca roba, ce ne rendiamo conto, ma di un grande peso culturale e politico: e' la nostra risposta all'Audi di oggi, a quegli amministratori e governanti che fanno finta o non fanno. E' il nostro esempio per i nostri figli e i nostri concittadini. E soprattutto, smettiamo di dare soldi alle varie Audi dell'Italia e del mondo.
Noi di Aduc siamo in prima fila per aiutare chiunque a denunciare in questo senso.
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