testata ADUC
Questione monetaria. La politica inizia ad occuparsene, ma siamo solo all’inizio
Scarica e stampa il PDF
Editoriale di Alessandro Pedone
12 aprile 2017 7:21
 
 Dopo che nel programma del Movimento 5 Stelle è entrata la proposta di moneta fiscale, sembra che il dibattito politico stia facendo i primi, timidi, passi sulla questione monetaria.
La maggioranza delle reazioni sono state sguaiate, così come sono state sguaiate le reazioni alla proposta, molto meno ben definita, della “doppia moneta” accennata da Berlusconi.

Nei prossimi anni si dovrà parlare sempre di più di questo tema.
C’è tanta ignoranza su una questione così centrale come il denaro. Che cos’è il denaro? Come viene creato? Cosa s’intende, esattamente, quando qualche politico dice: “non ci sono i soldi per...”? E’ vero che lo Stato italiano, con l’ingresso nell’Euro, ha completamente perso la sovranità monetaria?
L’ignoranza su questi temi, purtroppo, non appartiene solo alle persone “comuni” ma c’è grandissima ignoranza anche nella classe dirigente in generale e perfino fra gli economisti.

Molti economisti continuano a pensare alla moneta come una sorta di “velo” che copre la vera natura delle transazioni economiche: ovvero lo scambio di merci e servizi. La moneta, secondo questa visione, sarebbe solo un aspetto tecnico trascurabile.
La realtà è ben diversa. La moneta ha, nell’economia, la funzione che il sangue ha nel nostro corpo. E’ evidente che quando il corpo è malato, spesso, i problemi sono legati a qualche organo specifico, ma è anche vero che un sangue “malato” o una pressione troppo alta (o troppo bassa) crea problemi a tutto il corpo. Se non guariamo il sangue è anche inutile intervenire sull’organo che mostra le principali disfunzioni. La stessa cosa accade in economia quando la moneta è troppo scarsa, oppure eccessivamente concentrata, così come quando è eccessivamente abbondante. E’ ovvio che la moneta non è la soluzione a tutti i problemi economici. Se una nazione ha inefficienze burocratiche, problemi demografici, scarsa innovazione, ecc. è ovvio che queste questioni non si risolvono per via monetaria. Al tempo stesso, però, ci sono un’enormità di problemi che invece si possono risolvere cambiando il modo con il quale la moneta viene creata.

La questione monetaria, in futuro, dovrà sempre di più entrare nel dibattito politico non tanto sulla questione (pur importante) della moneta fiscale o della doppia moneta, quanto nella questione di fondo ovvero: l’attuale sistema di creazione della moneta è il migliore possibile?
Affinché questo accada è indispensabile che sempre più persone siano consapevoli di come funziona, veramente, il sistema monetario attuale e perché è così autolesionista.

Non solo nella zona Euro, ma praticamente in tutto il mondo, la moneta è creata, per la quasi totalità (diciamo il 90%) dalle banche private (non dalla banca centrale, come pensano ancora in molti, la quale crea una parte minoritaria della moneta). Tutta la moneta (compresa quella piccola parte emessa dalla banca centrale e dagli Stati) è moneta fiduciaria, nel senso che è moneta non coperta (o garantita) da niente se non dalla fiducia che verrà accettata da tutti e quindi, di fatto, la moneta è coperta dal lavoro e dai beni di tutti coloro che la utilizzano. In teoria si potrebbe creare tutta la moneta che si vuole. Il limite sta solo nell’equilibrio che è necessario fra moneta in circolazione e beni/servizi prodotti.
I problemi con l’attuale sistema di creazione della moneta sono molti. In primo luogo la quantità di moneta in circolazione dipende essenzialmente dai prestiti che le banche effettuano. Le banche effettuano troppi prestiti quando c’è fiducia e troppi pochi quando c’è sfiducia. In sostanza, invece di avere una funzione anti-ciclica, hanno una funzione pro-ciclica. Detto in altri termini, le banche invece di essere parte della soluzione dei problemi sono una delle principali cause.
C’è poi un grosso problema di giustizia sociale. La moneta esiste in quanto le persone l’accettano. E’ un bene pubblico, non è giusto che una piccolissima fetta della società goda di enormi vantaggi per il fatto di poterla creare. I vantaggi derivanti dall’emissione di moneta devono essere integralmente restituiti alla società.
E’ possibile avere un diverso sistema monetario? Certo che è possibile, ma il primo presupposto per cambiare l’attuale sistema è che una fetta importante della popolazione si renda conto di quanto questo sia assurdo, autolesionista, profondamente ingiusto.

Il brevissimo video che proponiamo di seguito, in soli due minuti e mezzo, spiega in modo estremamente accessibile, ma sostanzialmente molto corretto, che coseé il denaro che usiamo tutti i giorni. Invito tutti a visionarlo ed a diffonderlo il più possibile.


 
Pubblicato in:
EDITORIALI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori