Mercoledì 10 giugno 2026
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Appello contro il rimpatrio per giornalista turco perseguito

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un appello al governo italiano e' stato promosso da diverse associazioni a sostegno di Avni Er, giornalista turco da circa tre settimane trattenuto nel Cie di Bari-Palese, sul quale pende 'la spada di Damocle' dell'espulsione in Turchia con una serie di rischi per l'interessato.
A seguito della richiesta d'asilo politico, la scorsa settimana e' stato ascoltato dalla competente Commissione Territoriale che dovra' decidere se accogliere la sua richiesta o rigettarla. All'appello hanno aderito associazioni quali Arci, Asgi, Libera e il Cir, rappresentanti di organizzazioni come il Cnca, Sos razzismo, Centro Astalli, Save the cildren, Banca Etica e ancora uomini e donne della politica e del mondo universitario.
'Esprimiamo preoccupazione per la sua vicenda e per l'eventuale trasferimento in Turchia, e - si legge nell'appello - temiamo per la sua vita'. Infatti contro Avni pendono due ordini di arresto in contumacia emessi dalla autorita' giudiziaria turca: se 'l'interessato dovesse essere espulso verso la Turchia, sarebbe immediatamente arrestato e condotto in carcere'.
Nell'appello, tra l'altro, vengono ricordate le condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti arrestati o condannati per motivi politici, 'i quali vengono sottoposti a durissime condizioni di vita all'interno delle carceri di 'tipo F', ove l'utilizzo di trattamenti disumani e degradanti, il ricorso alla tortura fino alla morte rappresentano pratiche di uso quotidiano secondo quanto costantemente denunciato dalle Organizzazioni internazionali Amnesty International e Human Right Watch nonche' dalla Associazione per i Diritti Umani turca (IHD)'.
Tanto che 'la stessa Corte di Giustizia Europea ha reiteratamente condannato detta Nazione a causa delle violazioni delle disposizioni di Diritto internazionali previste in materia perpetrate dalla Turchia'. 'Facciamo appello al Governo italiano - si legge - affinche' Avni Er possa restare in Italia'. Si chiede quindi che venga applicata la normativa internazionale a tutela dei Diritti Umani ratificata e resa esecutiva in Italia e che 'Avni Er non venga espulso e che gli sia garantita ogni forma di tutela con il rilascio di un permesso di soggiorno che gli permetta di evitare la morte e ricostruirsi una vita dignitosa in Italia, sulla base dei principi affermati dalla Costituzione (art.10 Cost.) e dai trattati e dalla convenzioni internazionali ovunque vigenti'.
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