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 GRECIA - GRECIA - Bambini migranti e rfugiati. Save the children: condizioni disumane
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16 marzo 2017 11:20
 
A un anno dalla firma dell'accordo tra Unione Europea e Turchia Save the Children denuncia l'aumento allarmante dei casi di autolesionismo e tentativo di suicidio, aggressivita', ansia e depressione tra i bambini migranti e rifugiati a causa del degrado progressivo delle condizioni sulle isole greche, dove sono trattenuti circa 13.200 richiedenti asilo in condizioni disumane. Con il rapporto "Tra autolesionismo e depressione - L'impatto devastante dell'accordo UE-Turchia sui bambini migranti e rifugiati", l'Organizzazione internazionale, dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, descrive le atroci condizioni in cui l'Europa ha costretto migliaia di famiglie e piu' di 5.000 bambini, rinchiusi in strutture diventate di fatto veri e propri centri di detenzione a seguito dell'applicazione dell'accordo UE-Turchia nel marzo 2016. E' inaccettabile che nonostante conseguenze di cosi' grave entita' sulla vita dei bambini, questo accordo venga indicato dall'Europa come un modello da seguire per la cooperazione con altri paesi di transito quali la Libia o l'Egitto. Il nuovo rapporto diffuso oggi, sottolinea la gravita' delle evidenti conseguenze sulla salute mentale e il benessere generale dei bambini. Incidenti e atti di autolesionismo che coinvolgono bambini anche di 9 anni si stanno moltiplicando, e le madri scoprono spesso le ferite sulle loro mani quando li aiutano a lavarsi. Alcuni bambini, anche di 12 anni, hanno tentato il suicidio generando anche un meccanismo di emulazione tra i loro coetanei. C'e' stata un'impennata nell'abuso di droghe e alcol nel tentativo di sfuggire ad una realta' insostenibile, una vulnerabilita' di cui spesso approfittano gli sfruttatori. I bambini, a cui e' stata negata ogni forma di educazione, sono stati coinvolti in proteste violente, hanno visto morire persone nei campi o perso tutto cio' che avevano negli incendi, sono stati costretti a passare l'inverno sotto tende inadeguate o a dormire all'aperto. "Ho visto cambiare radicalmente mio figlio," racconta Babak, un rifugiato che si e' ritrovato con suo figlio di 12 anni in mezzo all'incendio che ha distrutto parte del campo sull'isola di Chios l'anno scorso. "E' terrorizzato, da quando il campo e' bruciato non dorme piu' bene la notte e ha continui incubi, come me. Nessuno vivrebbe in queste condizioni, odio l'Europa e me stesso per tutto questo." Alcune famiglie sono spaventate al punto da trattenere i bambini tutto il giorno nelle tende perche' hanno paura che possano subire violenze o abusi, e loro sono sempre piu' terrorizzati per la mancanza di sicurezza nei campi dove sono rinchiusi tra il filo spinato. "Prima ci hanno portati al campo di Moria, dove c'erano sempre scontri con pietre e bastoni che terrorizzavano i bambini. Poi siamo stati trasferiti a Leros, ma anche qui la situazione e' brutta, ci sono stati casi di abuso di bambini alcune settimane fa, ho paura per i miei figli." racconta Beyar, che e' fuggito dall'Iraq con sua moglie e quattro figli. I minori soli sono spesso oggetto di attacchi e scontri nei quali la polizia interviene raramente, mentre usa in alcuni caso un livello di violenza ingiustificato nei confronti dei migranti e rifugiati, compresi i bambini. Gli operatori di Save the Children hanno raccolto testimonianze di minori soli che vivono in allarme continuo e fanno i turni per dormire cercando di proteggersi a vicenda, e molti sono scomparsi lasciando le isole grazie ai trafficanti o intraprendendo fughe solitarie.
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