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 AMERICHE - AMERICHE - Narcoguerra. Conferenza stampa dei governi di Sinaloa e Usa
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Notizia 
19 maggio 2017 17:07
 
Conferenza stampa, a Washington, del Governatore dello Stato di Sinaloa Miguel Ángel Osorio Chong, e del ministro delle Relazioni Esterne, Luis Videgaray Caso, con Rex Tillerson e John Kelly, segretario di Stato e segretario della Sicurezza Nazionale degli Usa.
Tillerson ha detto che l’assassinio del giornalista Javier Valdez, corrispondente del quotidiano La Jornada in Sinaloa, e’ un prodotto della violenza relazionata col narcotraffico.
Entrambi hanno riconosciuto che il problema del traffico di stupefacenti e la perdita di vite umane che si manifesta in Messico, Centroamerica e Colombia, e’ dovuto alla domanda di droga del loro Paese. Noi altri, come statunitensi, dobbiamo prendere atto del nostro ruolo nel mercato. Non c’e’ altro mercato per queste attivita’. Se non fosse per noi, il Messico non avrebbe il grande problema del crimine organizzato. Dobbiamo assumerci la nostra responsabilita’. Per la prima volta, l’amministrazione Trump riconosce l’importanza del consumo e la situazione di violenza che domina in tutto il territorio nazionale.
I due funzionari statunitensi, insieme ai loro due colleghi di Sinaloa, hanno analizzato la situazione del traffico di droghe e le nuove forme per combatterlo.
Videgaray ha spiegato che nel loro incontro e’ stato fatto un passo molto importante per stabilire un metodo congiunto di diagnosi e, soprattutto, un accordo tra i loro governi per lottare congiuntamente contro questo problema, che comunque e’ un problema di tutti. Ci sono coincidenze fondamentali nel conflitto -ha proseguito- e siamo d’accordo che dobbiamo attaccare questo modello criminale di fare business.
Dobbiamo superare il fatto di darsi silenziosamente la colpa gli uni agli altri, di fare segnalazioni fra di noi, e comprendere che tutta la domanda crea l’offerta e tutta l’offerta crea la domanda. Se i governi di Messico e Usa discutono su chi e’ il responsabile, di chi e’ la colpa, chi e’ il colpevole, l’unico che ci guadagna e’ il crimine organizzato, che sta diffondendo violenza e morte ad entrambi i lati della frontiera.
Videgaray ha puntualizzato che e' il momento di pensare in modo diverso e di lavorare in tutti gli ambiti della catena di produzione, coltivazione, import del materiale, distribuzione,flusso finanziario dei guadagni e delle armi, fino al problema del consumo, che e’ alla radice di questo flagello che costa ad entrambi i Paesi. Secondo Kelly, la prima cosa da fare e’ comprendere da dove nasce il problema: la domanda in Usa. “Se gli americani capiscono che consumare droghe determina automaticamente la perdita di vite umane in Messico, Colombia e Centroamerica, e la morte di giornalisti, poliziotti, soldati, giudici e procuratori, si ridurra’ notevolmente il denaro proveniente da queste attivita’ criminali e le conseguenze ad esso connesse”.
Nel rispondere ad una domanda sull’omicidio di Javier Valdez, Tillerson ha specificato: rispettiamo la tragica morte dell’importante giornalista in Messico, tutti inviamo le nostre condoglianze e solidarieta’ alle persone a lui vicine ed ai suoi famigliari. Si tratta di una tragica perdita per tutti i lavoratori della stampa, ma anche per tutti, essendo una violenza generata dal crimine organizzato.
Per il Segretario alla Sicurezza nazionale non si e’ mai tentato di ridurre la domanda in Usa, ma con lo sviluppo di un programma complessivo si coinvolgeranno tutti: professionisti, Hollywood, governatori, Sindaci, famiglie, sanitari. Lui stesso reputa che puo’ essere notevolmente ridotto il flusso di denaro proveniente dal consumo di droghe. Fino a quando lo facciamo, noi combatteremo una battaglia persa sul confine.
Nella conferenza stampa Tillerson ha insistito sul fatto che gli americani devono riconoscere che il problema del narcotraffico e’ conseguenza della domanda continua da parte dei tossicodipendenti e del fatto che e’ senza sosta il reclutamento di nuovi giovani consumatori.
Secondo Osorio Chong, questo incontro rappresenta un buon passo per la lotta su uno dei temi piu’ importanti delle relazioni bilaterali tra i loro Paesi.
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