Sabato 7 novembre 2026
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Buoni postali prescritti: le carenze informative possono dare diritto al risarcimento

Articolo · Smeralda Cappetti ·

Poste nega il pagamento perché il buono è prescritto? In alcuni casi può esserci spazio per una domanda di risarcimento. Occorre però verificare le informazioni contenute nel titolo e quelle fornite al momento della sottoscrizione: la restituzione delle somme non è automatica.

 

Una recente sentenza del Tribunale di Parma, n. 1114/2026, offre un esempio concreto. I risparmiatori avevano chiesto la liquidazione di alcuni buoni quando era ormai trascorso il termine di prescrizione. I titoli, tuttavia, presentavano indicazioni insufficienti per individuare la scadenza: uno era privo della serie, mentre altri riportavano sigle generiche o manoscritte. Poste, inoltre, non aveva dimostrato di avere consegnato i relativi fogli informativi.

 

Il Tribunale ha respinto l’appello di Poste, confermando il risarcimento già riconosciuto dal Giudice di pace, pari al capitale investito oltre agli interessi legali dalle singole scadenze. Secondo il giudice, le omissioni informative avevano impedito ai sottoscrittori di conoscere tempestivamente le condizioni dell’investimento, violando gli obblighi di correttezza, buona fede e diligenza professionale.

 

Il punto è dunque distinguere il diritto al rimborso del buono dalla responsabilità per il danno provocato da informazioni carenti. La pronuncia riguarda circostanze specifiche e non consente di affermare che ogni buono prescritto debba essere pagato.

Chi riceve un diniego dovrebbe conservare il titolo, acquisire una risposta scritta di Poste e far verificare serie, data di emissione, scadenza, documentazione informativa ed eventuali precedenti richieste di pagamento. Sono questi elementi a consentire una valutazione concreta delle possibilità di tutela.

 

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