Mercoledì 23 settembre 2026
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La gestione della pandemia e il ruolo della scienza: i punti chiave emersi dall’audizione di Carlo Brogna

Articolo · Lorenzo Somigli ·

Nel corso dell’odierna audizione in Commissione Covid, l’intervento di Carlo Brogna (CranioMed Group) ha portato all’attenzione elementi scientifici di grande rilievo, che rischiano di essere fraintesi se estrapolati dal loro contesto di ricerca clinica ed epidemiologica. È opportuno fare chiarezza su quanto emerso e sulle reali proposte formulate dall’équipe di scienziati.

 

La via di trasmissione oro-fecale e il ruolo dei batteri. Le ricerche condotte dal dottor Brogna e dagli altri medici scienziati che hanno lavorato in équipe dimostrano che la trasmissione del virus non è esclusivamente respiratoria, ma avviene anche per via oro-fecale, evidenziando come il virus si replichi e interagisca all’interno del microbioma intestinale e dei batteri dell’apparato digerente.

 

La strategia di emergenza tra antibiotici e vaccini orali. Alla luce di questa dinamica di trasmissione, in una fase di emergenza sarebbe stato opportuno adottare un approccio duplice: da un lato l’utilizzo mirato di una combinazione di antibiotici (formulata e testata in laboratorio) per colpire i vettori batterici della replicazione; dall’altro, l’adozione di un criterio vaccinale basato sui vaccini orali (sull’esempio storico di quello utilizzato per la poliomielite), ideale per stimolare un’immunità mucosale efficace contro agenti a trasmissione enterica.

Il rapporto con i vaccini a mRNA. Va chiarito con fermezza che Brogna non demonizza i vaccini a mRNA. Il lavoro dell’équipe non ne disconosce il valore tecnologico, ma ne suggerisce un perimetro d’impiego diverso: la produzione di proteine in pazienti affetti da malattie con deficit genetico. Questa indicazione nasce dall’osservazione, riscontrata in specifici studi clinici, relativa al persistere delle proteine prodotte a seguito delle vaccinazioni a mRNA nel tempo.

 

La prevenzione ordinaria e il rispetto delle norme. Sul fronte della prevenzione sui luoghi di lavoro, l’audizione ha sottolineato come l’Italia disponesse già di quadri normativi solidi (come il Decreto Legislativo 81/2008) e di prescrizioni operative collaudate contro qualsiasi agente biologico, la cui applicazione rigorosa avrebbe permesso di gestire il rischio senza ricorrere a misure improvvisate o generatrici di panico sociale.

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