La Giustizia di Tajani e dell’Anm

Colpirne uno per educarne cento. Cosi' ha detto il vicepresidente del governo Antonio Tajani in relazione ad una disposizione del GIP di Torino: "troppe persone arrestate in flagranza di reato vengono subito rimesse in libertà da magistrati perdonisti", "Colpirne uno per educarne cento credo che serva. E credo che alcuni magistrati debbano mettersi una mano sulla coscienza".
Una grande castroneria. Ciascuno ha diritto a un procedimento giudiziario equo ed uguale. Nessuno deve sopportare decisioni educative per conto di altri.
L'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) ha replicato che i magistrati applicano la legge. Altra bella castroneria pari a quella di Tajanj.
Nel nostro ordinamento i magistrati sono liberi di interpretare la legge, non la applicano automaticamente. Ed infatti molto spesso le sentenze di primo grado, secondo e cassazione sono totalmente diverse.
Prevedere l'applicazione automatica della legge invece della sua libera interpretazione in effetti sarebbe semplice, basterebbe sostituire i magistrati con l'intelligenza artificiale.
Risparmieremmo un sacco di soldi, sarebbe tutto più veloce e, chissà, magari ci sarebbero anche meno ingiustizie.