Sierra Leone "narco-stato": il genero del presidente è un boss della coca

Un'inchiesta del Guardian ricostruisce come un narcotrafficante olandese ricercato in tutta Europa sia riuscito a trasformare la Sierra Leone in quello che il quotidiano britannico definisce il primo vero "narco-stato" al mondo, infiltrandosi fino ai vertici del potere politico del Paese.
Protagonista della vicenda è Jos Leijdekkers, 35 anni, originario della cittadina olandese di Prinsenbeek, noto agli inquirenti con i soprannomi "Bolle Jos" e "Chubby Jos". Condannato in contumacia da un tribunale di Rotterdam a 24 anni di carcere per il trasporto di circa sette tonnellate di cocaina e per aver orchestrato un omicidio, l'uomo risultava da anni tra i latitanti più ricercati d'Europa. Le autorità olandesi ne avevano perso le tracce: secondo la ricostruzione del Guardian, per anni gli investigatori avevano seguito la sua ascesa nella criminalità organizzata olandese, osservando come l'ex sicario locale avesse costruito i contatti necessari per le spedizioni transatlantiche di cocaina, prima di sparire nel nulla. Quando l'intelligence olandese lo ha rintracciato in Sierra Leone nel 2024, Leijdekkers aveva già costruito dal nulla un vero e proprio impero della droga. Il trafficante era arrivato nel Paese africano nella seconda metà del 2022, spacciandosi per un investitore turco con il nome di Omar Sheriff. La svolta decisiva nella sua integrazione nell'élite del potere è arrivata con il matrimonio con Agnes Bio, figlia del presidente sierraleonese Julius Maada Bio, con cui ha messo su famiglia. Un funzionario citato dal Guardian descrive la capacità di adattamento del trafficante: "è molto abile nell'adattarsi, nel coltivare legami", osserva la fonte, sottolineando come in un nuovo Paese sia riuscito a conquistare le persone più influenti. I vertici dell'immigrazione sierraleonese gli hanno procurato un passaporto diplomatico, mentre centinaia di persone sarebbero finite sul suo libretto paga, compresi alti funzionari militari e di polizia: perfino chi avrebbe dovuto indagare sui trafficanti di cocaina sarebbe diventato suo compagno di bevute, secondo quanto riportato dall'inchiesta. I funzionari del porto sul suo libro paga arriverebbero a guadagnare 2.000 dollari al mese, oltre trenta volte lo stipendio medio nazionale. La vicenda ha avuto un costo in vite umane. Secondo l'inchiesta, almeno 14 persone sarebbero state uccise su ordine di Leijdekkers, e anche alti funzionari di polizia sarebbero stati assassinati. Tra i casi documentati figura quello di Alan Jalloh,m commerciante quarantenne rapito nell'ottobre 2025 fuori da un supermercato di Freetown da uomini incappucciati: secondo l'intelligence citata dal Guardian, l'uomo sarebbe stato ritenuto colpevole di aver "tradito" Leijdekkers in un affare di cocaina. I corpi non sono mai stati ritrovati. La polizia aveva rintracciato il fuoristrada nero utilizzato nel rapimento, ma i tre uomini arrestati sarebbero stati rilasciati lo stesso giorno dopo l'intervento di ufficiali di grado superiore. Cinque mesi dopo la scomparsa di Jalloh, la nave cargo Arconian ha lasciato il porto di Freetown. A maggio la Guardia Civil spagnola l'ha intercettata a circa 160 chilometri dalle coste del Marocco, trovando a bordo 1.279 involucri di cocaina per un peso compreso tra le 30 e le 45 tonnellate: il più grande sequestro di droga mai effettuato. Gli uomini armati a guardia del carico avevano ordine di uccidere chiunque minacciasse il convoglio e per alcuni istanti avrebbero scambiato gli agenti spagnoli per criminali rivali intenzionati a derubarli. Un ufficiale della Guardia Civil, Lucas Fernández, ha raccontato al Guardian la tensione di quei momenti, descrivendo la situazione come "molto tesa" e sottolineando che chiunque, da una parte o dall'altra, avrebbe potuto aprire il fuoco. Un agente delle Nazioni Unite citato dall'inchiesta ha commentato che, in base all'esperienza, il massimo quantitativo occultabile sarebbe di circa otto tonnellate: trenta tonnellate significherebbero invece operare alla luce del sole. Nonostante le prove raccolte dall'intelligence, l'Unione Europea ha continuato a considerare il governo Bio uno dei suoi alleati più affidabili in Africa, proseguendo un sostegno economico che dura da oltre 45 anni. Bruxelles aveva firmato, prima dell'arrivo di Leijdekkers a Freetown, un pacchetto di aiuti da 352 milioni di euro valido fino al 2027, di cui 245 milioni già erogati. Nell'agosto 2024, poche settimane dopo che l'intelligence olandese aveva confermato che il governo Bio stava proteggendo quello che viene descritto come il principale importatore di cocaina in Europa, l'UE ha concordato un ulteriore stanziamento di 90 milioni di euro. Il ministro della giustizia olandese, David van Weel, esasperato dal rifiuto di Bio di estradare Leijdekkers, chiede a Bruxelles di congelare gli aiuti allo sviluppo verso Freetown: finora solo 18 milioni di euro sono stati sospesi. Il presidente Bio, nel frattempo, ha proseguito la propria attività diplomatica: dieci giorni dopo il sequestro dell'Arconian ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron, per poi recarsi a Londra per un intervento a Oxford. A Londra, dove la moglie di Bio, Fatima, fino a poco tempo fa disponeva di un alloggio popolare, un team investigativo dedicato starebbe indagando sulle estese connessioni britanniche di Leijdekkers. Un ruolo chiave nell'infrastruttura logistica sarebbe svolto da Yankuba Bio, zio della moglie di Leijdekkers, a capo del porto strategico Queen Elizabeth II Quay di Freetown. Interpellato dagli inquirenti, Yankuba Bio ha respinto le accuse definendole false e prive di fondamento, affermando che il porto non favorisce in alcun modo l'esportazione di cocaina. Le autorità sierraleonesi hanno più volte negato di essere a conoscenza della presenza di Leijdekkers nel Paese, nonostante le richieste di estradizione avanzate dai Paesi Bassi. Secondo quanto riferito da diverse testate che hanno seguito il caso, i giornalisti locali che hanno indagato sulla vicenda avrebbero subito pressioni, offerte di denaro e minacce.