Terapia psichedelica: dai ritiri in Amazzonia agli studi clinici ufficiali

Dai ritiri sciamanici nella foresta amazzonica ai laboratori di ricerca del servizio sanitario britannico: la terapia con sostanze psichedeliche sta guadagnando sempre più attenzione come possibile trattamento per la depressione. Come riporta la BBC, il dibattito riguarda ora anche l'ipotesi che i farmaci allucinogeni possano un giorno entrare a far parte delle cure standard offerte dal Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS).
Al centro del racconto c'è la storia di Claire Torpey, di Tynemouth, nella contea di North Tyneside. Claire aveva già provato le forme tradizionali di sostegno per la salute mentale, compresa la psicoterapia, ma qualcosa continuava a non funzionare. Cresciuta in parte in affido, aveva dovuto affrontare le morti ravvicinate del padre e della nonna, due lutti che si erano sommati alle difficoltà della sua infanzia. "C'era una tristezza profonda. Vivevo in un'ansia cronica", racconta la donna, spiegando che nulla sembrava davvero smuovere quel suo stato interiore di sofferenza.
In cerca di alternative, Claire ha viaggiato in America centrale e meridionale per partecipare a ritiri dove, in modo legale, i partecipanti assumono sostanze psichedeliche nell'ambito di programmi terapeutici guidati. I ritiri prevedevano l'uso di psilocibina, il composto psicoattivo presente nei funghi allucinogeni, e di ayahuasca, il tradizionale infuso amazzonico che contiene il composto psichedelico DMT. Per Claire l'esperienza si è rivelata trasformativa: "Solo dopo aver iniziato a prendere queste medicine ha cominciato ad alleggerirsi", racconta. "Ho iniziato a trovare un luogo di pace e felicità. Mi ha portato in un percorso di perdono. Non credo che le terapie della parola tradizionali mi avrebbero portato fin lì."
Il turismo psichedelico è effettivamente cresciuto molto in popolarità negli ultimi anni, ma gli esperti mettono in guardia: pratiche non etiche e non regolamentate possono comportare rischi seri, e vi sono state segnalazioni di persone morte dopo aver partecipato a ritiri e cerimonie all'estero.
Nel Regno Unito, psilocibina e DMT restano classificate come sostanze di Classe A e come sostanze di Schedule 1, categoria che le considera prive di un riconosciuto uso medicinale. Nonostante questo status legale, l'interesse verso la terapia assistita da sostanze psichedeliche continua a crescere anche in ambito scientifico e istituzionale.
Alla Care Pathway Enhancement (CaPE) Clinic di Newcastle, gestita dal Cumbria, Northumberland, Tyne and Wear NHS Foundation Trust, i ricercatori stanno studiando se la psilocibina possa aiutare a trattare diverse condizioni, tra cui la depressione. Ai partecipanti allo studio clinico la sostanza viene somministrata in capsule, e durante le sessioni possono trascorrere fino a otto ore in una stanza appositamente progettata, sotto la supervisione costante di terapeuti. La teoria alla base di questi protocolli è che, se utilizzate in un ambiente controllato, le sostanze psichedeliche possano aiutare le persone a elaborare pensieri ed emozioni difficili. Alcuni ricercatori paragonano l'effetto a quello di una palla di neve di vetro: il farmaco disturba temporaneamente schemi di pensiero consolidati, permettendo a pensieri ed emozioni di ricollocarsi diversamente e offrendo nuove prospettive su esperienze passate. Il Royal College of Psychiatrists ha espresso sostegno a ulteriori ricerche sulla terapia psichedelica assistita. David Cousins, che presiede il comitato di psicofarmacologia dell'istituzione, ha dichiarato che il collegio "sostiene ulteriori ricerche su sostanze psichedeliche come la psilocibina", che potrebbero avere il potenziale di aiutare nel trattamento di condizioni come la depressione, incluse quelle meno responsive alle forme di cura convenzionali.
Alcuni ricercatori ritengono che la terapia psichedelica assistita possa offrire benefici più duraturi per certi pazienti, aiutandoli ad affrontare pensieri, emozioni e comportamenti sottostanti, piuttosto che limitarsi a gestire i sintomi. Cousins ha però messo in guardia con fermezza contro la ricerca di cure al di fuori di contesti regolamentati: "Sconsigliamo fortemente l'automedicazione o la ricerca di accesso a trattamenti non regolamentati, poiché farlo comporta dei rischi."
I sostenitori di questo approccio terapeutico sottolineano che la terapia psichedelica è profondamente diversa dall'uso ricreativo di droghe. Nei contesti clinici, i partecipanti vengono sottoposti a screening, monitorati e supportati prima, durante e dopo il trattamento — un impianto di garanzie assente nei ritiri non regolamentati all'estero.
Alcune associazioni e organizzazioni benefiche britanniche aiutano invece le persone ad accedere a questo tipo di terapia oltreconfine. È il caso di Keith John Abraham, fondatore di Heroic Hearts Project UK, che accompagna ex militari a partecipare a ritiri basati sull'ayahuasca per affrontare condizioni come il disturbo da stress post-traumatico.