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shugar 02 agosto 2012 23:53
Ai miei tempi mi sono ribellato, ma pacificamente, a certi maestri - insegnanti che usavano le mani (altri tempi di oggi), che facevano mettere agli alunni secondo loro disattenti, le mani sulle panchine, per poi fletterci sopra energicamente un bastone o che facevano inginocchiare lo scolaro su un bastone squadrato nell'angolo rivolto verso il muro o che facevano inginocchiare due alunni, disattenti, contemporaneamente davanti alla cattedra per poi pigliarli lo stesso istante uno per un'orecchio e l'altro pure per un'orecchio facendogli cozzare ad entrambi energicamente la teste e poi cera il maestro o insegnante che pigliava lo scolaro - alunno semplicemente a calci nel sedere davanti alla lavagna ad ogni errore che faceva per esempio nei calcoli o di grammatica (parlo di fatti avvenuti +- 40 anni orsono. Mi viene ancora oggi da ridere, comunque i miei studi li ho fatti lo stesso, ma questa era, e non c'erano psychiatry molecular allora a redigere libri se l'uno o altro scolaro alla fine quando era un po' piu' grande ad un certo punto un gg. il primo insegnante che trovava, stufo, gli tirava un cartone in faccia o se taluno alla fine piuttosto che andare a lezione andava a ragazze, a bere o fare altro!
dirondello 03 agosto 2012 10:29
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19839964
questo studio per come condotto mi sembra piu attendibile , se non fosse che si considerano fattori di set esetting nel consumo .
shugar 03 agosto 2012 11:08
X dirondello.
Sara' pure vero...ma certo, ne fanno di studi oggi a non finire, che poi sono anche da vedere con interesse, perche' no, ma il fatto e' che ce ne sono cosi' tanti che provvengono dalle parti piu' disparate che non e' che si voglia contestare i singoli studi, ma si fa fatica e metterli in ordine esoprattutto mquelli condotti seriemanente e cioe' con criteri veramente scientifici.
BUONLEO 03 agosto 2012 12:14
Mmmm...
La ricerca e le conclusioni mi sembrano tendenziose, come pure le grossolane conclusioni di un lavoro che di scientifico se ne ammanta solo il nome ma non i fatti.
il sillogisma che emerge dalla ricerca - se erano disattenti o ribelli, allora si drogano o bevono alcol - mi pare errato e iperbolico. In sostanza una coclusione superificle e stupida.
vogliamo distinguere le condizioni economico sociali, le caratteristiche della famiglia, il livello di istruzione, il lavoro intrapreso, il successo ottenuto o la felicità raggiunta e trarre conclusioni più consone rispetto ad un'affermazione apodittica e priva di senso?
Vogliamo dire che i biondi e con gli occhi azzurri si drogano meno dei neri con occhi scuri?
Mi sembrano affermazioni prive di ogni fondamento, conclusioni da veri scienziati...
Quali obiettivi della ricerca?
glacial68 03 agosto 2012 12:53
Forse il titolo migliore sarebbe ... la ribellione giovanile si tramuta in dipendenza dalle sostanze ! cosa che fa molto piacere al sistema ! la colpa e anche delle istituzioni ,le quali sono al di sopra dello schifo e che mettono in mostra tutto il loro marciume rubando speranze e sogni ai giovani che affogano nella trasgressione !Tutti studi inutili e tendenziosi ,si deve solo accettare l'uomo per quello che e,esisteranno sempre persone che dipenderanno da sostanze ,questa e una realtà incontrovertibile e millenaria ,se la si accetta si vivrà meglio e vivranno meglio anche loro ,altrimenti ci rimane solo l'apportunità ,voluta da criminali che non sanno imparare dalla storia o che non vogliono imparare per i loro sporchi interessi e che ci obbligano a farci la guerra per nulla,lasciando una strada lastricata di morti e sofferenze !
marco25g 04 agosto 2012 13:22
L'attenzione dello stato e della società dovrebbe essere paragonabile alla pesca con il lancio, strano...?
Chi ha pescato può capirmi:
"Il pescatore deve trattenere il filo con un dito, durante il lancio della lenza, ma ad un certo punto il filo deve essere liberato completamente" altrimenti la lenza non scorre ed il lancio non riesce".
Lo stesso vale per il controllo dei cittadini: "All'inizio, quando essi sono giovani, vanno controllati strettamente, non trattenuti con il pugno, ma è sufficiente trattenerli con il dito.
Ma ad un certo punto, crescendo, essi vanno liberati dal controllo stretto e permettergli di scorrere ed agire liberamente".
Se il pescatore (lo Stato) ha sbagliato il lancio dall'inizio non può più fare niente per migliorarlo ed è costretto a recuperare la lenza ritentando con un altro lancio.
Invece lo Stato sta sbagliando totalmente, lasciando i giovani a se stessi, con troppo tempo per pensare (senza potere agire), troppa libertà di sbagliare e poi pretende di controllarli per il resto della loro vita:
Se i giovani restano abbandonati e disoccupati all'inizio della loro crescita è naturale che poi diventeranno adulti ribelli, disillusi, frustrati ed incontrollabili.
Invece, per lo Stato dovrebbe essere fondamentale l'atto di lanciare il giovane nell'occupazione, nelle attività e nella vita sociale:
Questo condiziona totalmente tutto il resto della sua vita da cittadino ed il resto della sua crescita come individuo saggio e maturo.
Ma ad un certo punto, se lo Stato ha sbagliato completamente e fin dall'inizio "lo Stato deve essere sempre considerato l'unico responsabile e deve comunque prendersela con se stesso", lasciando che il cittadino adulto sia libero di agire (anche sbagliando) e di farlo secondo la propria coscienza personale:
Poiché la vita delle persone non può tornare indietro e quello che viene sbagliato (fin dall'inizio) non può più essere mai più recuperato
(neppure nel rapporto tra i cittadini e le istituzioni).
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