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CHINOTTO: COSA C'E' DENTRO?

Comunicato ·

Roma, 17 Agosto 2004. Bibita analcolica che sta tornando di moda, il chinotto ha una strana normativa che ne disciplina la composizione. La pianta di Chinotto, originaria della Cina, e' un piccolo albero con piccoli frutti rotondi e profumati, con buccia arancione. Con l'estratto di Chinotto si fa la nota bibita che tra l'altro ha proprieta' digestive. Le bibite a base di frutta devono pero' contenere almeno il 12% di succo del frutto, ma il chinotto fa eccezione perche' deve essere preparato "con sostanze provenienti dal frutto" (1) senza specificarne la percentuale. Nella composizione di alcune bibite in commercio e' riportato inoltre il termine "aroma", che vorrebbe significare "estratto" dal frutto. L'attuale normativa suddivide pero' gli aromi in "aromi naturali" e "aromi". I primi sono estratti naturali i secondi sono artificiali, cioe' sintetici (la classificazione di derivazione europea e' stato un altro regalo ai produttori a danno dei consumatori). Se nelle etichette del chinotto si legge "aromi" se ne dovrebbe dedurre che dell'agrume Chinotto non c'e' neanche l'ombra e che il caratteristico sapore amarognolo proviene dalle fabbriche di prodotti chimici. Il chinotto occupa una fetta del mercato delle bibite del 5% pari a 60 milioni di euro a fronte di un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc

(1) Dpr 719/58:"Le bibite analcoliche vendute con il nome di un frutto non a succo, compreso il cedro ed il chinotto, o con il nome della relativa pianta, devono essere preparate con sostanze provenienti dal frutto o dalla pianta di cui alla denominazione di vendita.
Per queste bibite e' consentita l'aggiunta di succhi di frutta e di sostanze aromatizzanti naturali diverse dal frutto e dalla pianta di cui alla denominazione. Il loro residuo secco non dev'essere inferiore a 8 g. per 100 cc".
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