Giovedì 9 luglio 2026
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OGM E PASTA GENETICAMENTE MODIFICATA

Comunicato ·

Roma, 30 Marzo 2005. "Ogm, gli americani non hanno piu' paura". E' il titolo di oggi del Corriere della Sera, che aggiunge "sulla tavola di 300 milioni di americani arrivano ogni giorno cibi geneticamente modificati, ma quasi nessuno sembra preoccuparsi". Tranne i prodotti freschi, quali carne, polli, frutta, verdure e formaggio, tutti gli alimenti in vendita oggi sono biotech. Possiamo dire la stessa cosa degli italiani? No, perche' gli Ogm (organismi geneticamente modificati) sono stati presentati come "il cibo Frankestein". Pochi sanno pero' che il nostro piatto preferito, la pasta, e', prevalentemente, geneticamente modificata. Pasta geneticamente modificata? Si', la mangiamo ogni giorno da oltre vent'anni perche' proviene da una varieta' di grano duro, il Creso, ottenuto presso il Centro di studi nucleari della Casaccia (Roma). Il grano duro Creso e' stato ottenuto da un incrocio tra una varieta' messicana, la Cymmit, e una italiana, la Cappelli, la quale e' stata precedentemente sottoposta a bombardamento con raggi X. Insomma Cymmit piu' il mutante di Cappelli, lo Cp B144. Ovviamente non si ottiene pasta radioattiva, cioe' il nostro piatto di pastasciutta non emette radiazioni. L'informazione che la pasta che compriamo e' fatta di grano duro Creso non e' scritta su nessuna confezione, obbligo che invece esiste per i prodotti che contengono Ogm in quantita' superiore allo 0,9%.
Qualcuno vorra' discettare sulla differenza tra organismi geneticamente modificati o mutati: si tratta in ogni caso di cambiamenti nella struttura del DNA dell'organismo preso in considerazione.
Che il consumatore sia informato e' diritto inalienabile, e, proprio perche' tale, dovrebbe coinvolgere tutti i prodotti che hanno visto modificare la propria originaria struttura genetica.

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc
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