Venerdì 5 giugno 2026
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L’irriverente. Tajani, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

Irriverente · François-Marie Arouet ·

“Mi pare che si possa lavorare benissimo con l'amministrazione Trump. Il segretario di Stato Rubio poi ha anche qualche origine italiana”
. Lo ha detto, riportato dall'agenzia La Presse, il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles.

Ora ce ne occupiamo noi irriverenti per prenderlo in giro, ma speriamo che non ci fossero altri suoi colleghi che l’abbiano sentito mentre pronunciava queste parole… sovraniste? Boh! Ma qualche sorrisino, suvvia, non ci sarebbe stato male.

Dopo le performance sulla Corte Penale Internazionale, che ci ha ricordato, in merito al caso del torturatore libico lasciato andare accompagnandolo a casa, che i giudici dell’Aja non sono suoi giudici (nonostante gli accordi), questa uscita di amore e mandolino conferma la bontà sovranista del nostro ministro.

Già ce lo vediamo a parlare di Sudan e Ucraina, di Houthi e Hezbollah o di Palestinesi e Rohingya con un bicchiere di Lambrusco e un piatto di spaghetti alla bolognese, cantando “O Sole mio”... ché il festival di Sanremo Rubio forse non sa neanche cosa sia.

Insomma Marco Antonio (eh sì che è un nome romano) Rubio è la stella polare delle politiche estere italiane in versione Tajani.

Il nostro Antonio (anche lui romano doc,quindi sovranista doppio), se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, altrimenti non avremmo da ridere e scrivere.


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