La tragedia di Marcinelle - la commemorazione del Presidente della Repubblica
Qualche giorno fa, precisamente venerdì 8 agosto, si sono compiuti 69 anni dalla tragedia che si consumò in Belgio nella miniera di carbone del Bois du Cazier, a Marcinelle, e nella quale morirono ben 262 minatori, di cui 136 italiani.Il nostro Presidente della Repubblica, con un suo messaggio , ha commemorato le vittime di questa tragedia, ricordando anche come, dal 2001, in questa data si celebra anche la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” e ha richiamato, con la sua consueta gravità, che “la tutela dei lavoratori, la lotta contro ogni forma di sfruttamento restano un’urgente necessità, che risponde a princìpi di civiltà, a un dovere universale”.
Con questo passaggio, a mio avviso, si richiama l’attenzione sulle morti sul lavoro che avvengono oggi anche in Italia e costano la vita agli italiani autoctoni così come ai lavoratori immigrati nel nostro Paese, soprattutto perché non ci sono ancora le doverose garanzie di sicurezza.
Proprio di questi drammi parla esplicitamente Chiara Saraceno nel suo articolo su “La Stampa” del 9 agosto . Dopo aver ricordato la vita di terribile sfruttamento degli italiani immigrati in Belgio e di dispregio della loro dignità, Saraceno passa a parlare dell’emigrazione e dell’immigrazione attuali, osservando che, se oggi gli emigrati italiani sono giovani qualificati, “consapevoli dei propri diritti e in grado di scegliere tra le alternative possibili”, lo stesso non si può certo dire che accada nel nostro Paese, per tutti coloro che non sono in grado di contrattare condizioni di sicurezze e di dignità del lavoro, siano essi italiani e, soprattutto, immigrati. Così, riallacciandosi proprio alle parole di Mattarella sulla promozione della dignità del lavoro in tutte le sue manifestazioni, affinché quanto accaduto a Marcinelle non debba ripetersi per il futuro, Saraceno afferma il dovere, da parte del Governo, di “essere consapevoli che la condizione di migrante di necessità … pone le persone, i lavoratori/lavoratrici in condizione di particolare vulnerabilità, che va protetta e non aggravata da norme e procedure che ne ostacolano la regolarità”. E, comunque, aggiunge, bisogna tenere presente che “non si accolgono solo braccia e strumenti di lavoro. Si accolgono persone cui va riconosciuta non solo la dignità del lavoro, ma anche quella della vita, nella sua interezza e complessità”.
Ma ecco le parole pronunciate dal nostro Presidente della Repubblica:
«Come ogni anno, si rinnovano ricordo e commozione per la tragedia di Marcinelle, in cui persero la vita duecentosessantadue minatori, centotrentasei italiani, vittime di un fatale incidente sul lavoro.
Un tributo che si estende a tutti i lavoratori italiani deceduti in luoghi lontani dall’Italia, prevalentemente per stato di necessità, lavoratori che seppero contribuire con impegno, onestà e dedizione alla prosperità dei Paesi che li accolsero. Dal 2001, la data dell’8 agosto è riconosciuta come la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
I gravi fenomeni in atto in diverse aree del mondo, da quelli climatici, ai conflitti in atto, spingono all’incremento di flussi migratori non volontari, fattori che, spesso, innescano conseguenze con significative ricadute demografiche e sociali, sulle stesse condizioni di lavoro.
La tutela dei lavoratori, la lotta contro ogni forma di sfruttamento restano un’urgente necessità, che risponde a princìpi di civiltà, a un dovere universale.
Marcinelle, come ogni altro tragico evento che ha segnato la storia dell’emigrazione italiana, evoca il dovere di promuovere la dignità del lavoro in tutte le sue manifestazioni, affinché quanto accaduto non debba ripetersi in futuro.
La Repubblica è grata a tutti i connazionali che hanno recato i valori del lavoro italiano fuori dai confini nazionali, aiutando anche lo sviluppo del proprio Paese
In questa giornata rinnovo ai familiari e ai cari di quanti perirono al Bois du Cazier - e in ogni altro luogo in terra straniera - sentimenti di vicinanza e partecipazione».
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti