3.000 persone ancora in carcere federale per cannabis

Negli Stati Uniti circa 3.000 persone restano detenute nelle carceri federali per reati legati alla cannabis, nonostante la crescente legalizzazione del settore in molti Stati. Lo riporta stupidDOPE, citando dati del Last Prisoner Project e di Students for Sensible Drug Policy, organizzazione che ha presentato il dato nell'ambito di un briefing al Congresso nell'aprile 2026.
Si tratta di persone condannate negli anni passati a pene non ancora concluse, non toccate dalle grazie presidenziali concesse dopo l'ondata di legalizzazioni statali. Come sottolinea la fonte, i circa 3.000 detenuti ancora dietro le sbarre non rientrano nei casi di semplice possesso coperti dai provvedimenti di clemenza: si tratta perlopiù di condanne per traffico e distribuzione, spesso soggette a pene minime obbligatorie.
Il numero può sembrare marginale se confrontato con il passato: nel solo 2007, anno di picco, negli Stati Uniti furono arrestate oltre 870.000 persone per reati legati alla marijuana. Ma il flusso di nuove condanne federali per cannabis si è ormai quasi azzerato, mentre chi è già recluso resta in carcere, in alcuni casi con pene che arrivano all'ergastolo.
Le grazie concesse dall'amministrazione Biden nel 2022 e nel 2023 avevano riguardato esclusivamente il possesso semplice a livello federale, un reato per cui, di fatto, nessuno stava scontando pena in carcere: i provvedimenti non hanno quindi comportato la scarcerazione di alcun detenuto. Una lettera inviata all'amministrazione Trump il 22 maggio 2026 dai deputati Steve Cohen e Steven Horsford e dal senatore Cory Booker ha chiesto la commutazione delle pene per tutti i detenuti federali non violenti per reati legati alla marijuana, ma finora il sistema continua a gestire eventuali riduzioni di pena caso per caso, senza interventi di clemenza di massa.
Nel frattempo, mentre migliaia di persone restano in carcere per condotte oggi legali in molti Stati americani, il mercato legale della cannabis negli Stati Uniti continua a crescere e a generare introiti fiscali record, secondo quanto riportato dalla fonte.