Venerdì 9 ottobre 2026
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Adozioni internazionali a coppie gay: il caso approda alla Consulta

U.E. - ITALIA
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La possibilità per le coppie dello stesso sesso unite civilmente di adottare o avere in affido minori residenti all'estero è ora all'esame della Corte Costituzionale. Come riporta Il Sole 24 Ore, la questione è stata discussa nel corso dell'udienza pubblica tenutasi alla Consulta, l'ultima presieduta dal presidente Giovanni Amoroso, il cui mandato si concluderà il prossimo 13 novembre.

 

Il caso nasce da un'ordinanza del Tribunale per i minorenni di Venezia, datata 12 marzo 2026, che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale. Relatrice della vicenda davanti alla Consulta è la giudice Emanuela Navarretta. Al centro dell'esame c'è la legge 184 del 1983, intitolata "Diritto del minore ad una famiglia", nella parte in cui non permette alle coppie dello stesso sesso di presentare la dichiarazione di disponibilità ad adottare un minore straniero residente all'estero né di chiedere al tribunale dei minorenni competente per residenza di dichiararne l'idoneità all'adozione.

 

La vicenda riguarda nello specifico due uomini uniti civilmente dal 2019, che hanno chiesto di poter adottare un bambino ospite di un istituto all'estero. Il Tribunale veneziano, nel rimettere la questione alla Consulta, ha evidenziato come il mantenimento del divieto produrrebbe effetti irragionevoli, discriminatori e non giustificati nei confronti della coppia, descritta nelle relazioni di psicologi e assistenti sociali come dotata di un legame solido e di un evidente desiderio di famiglia.

 

Durante l'udienza, l'avvocata delle parti, Susanna Lollini, ha insistito sull'importanza di poter valutare concretamente, caso per caso, l'idoneità delle coppie unite civilmente a diventare genitori adottivi, piuttosto che escluderle a priori sulla sola base dell'orientamento sessuale.

Il nodo giuridico sollevato dal Tribunale di Venezia riguarda in particolare l'articolo 29-bis della legge sulle adozioni, che oggi consente l'adozione internazionale soltanto alle coppie sposate, lasciando fuori le unioni civili a prescindere dalla loro concreta idoneità genitoriale. La questione si inserisce in un percorso giurisprudenziale già avviato dalla stessa Corte Costituzionale, che con la sentenza 33 del 2025 aveva aperto la strada alle adozioni internazionali anche per le persone singole, pur lasciando invariata l'esclusione delle coppie dello stesso sesso sia a livello nazionale sia internazionale.

 

Ora la parola passa ai giudici costituzionali, che dovranno stabilire se l'esclusione delle coppie unite civilmente dall'adozione internazionale sia compatibile con i principi di uguaglianza e ragionevolezza sanciti dalla Costituzione.

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