Anche i criptofonini usati per traffico di cocaina

Hanno utilizzato i cosiddetti criptofonini per cercare di non essere intercettati i presunti appartenenti all'organizzazione dedita al traffico di cocaina in relazione alla quale la guardia di finanza ha eseguito altre sei misure cautelari. Si tratta di dispositivi che permettono di far transitare i dati su server all'estero e sono controllabili da remoto. Secondo la guardia di finanza il promotore dell'associazione organizzava per conto dei vertici del sodalizio, di stanza a Dubai e in Albania, il trasporto di ingenti quantità di droga. Che poi "demoltiplicava" a più cellule sul territorio nazionale. Dalle indagini è emerso che il principale indagato era accompagnato dalla moglie e dal figlio minorenne in occasione dei viaggi per trasportare la droga. Le operazioni di carico e scarico - si legge in un comunicato diffuso dalla Procura di Perugia - avvenivano in pieno giorno nei parcheggi affollati di centri commerciali e l'uomo faceva in modo che la coniuge si dedicasse al minorenne così da apparire una normale famiglia impegnata a fare spesa. L'indagine deriva dall'inchiesta che coinvolge anche un avvocata di Perugia e per il quale la Camera penale ha denunciato che nelle sale colloqui del capoluogo umbro sono stati intercettati legali estranei al procedimento. (ANSA).