Arizona, studenti delle superiori vendono armi ai cartelli messicani

A Phoenix, in Arizona, alcuni adolescenti ancora iscritti alle scuole superiori comprano, rubano e rivendono armi da fuoco destinate ai cartelli della droga messicani, attratti dal denaro facile e da una sorta di prestigio criminale. Lo racconta un'inchiesta del New York Times, che ha seguito per settimane un gruppo di quattro trafficanti di armi tra i 16 e i 19 anni, tutti studenti o ex studenti delle scuole del quartiere ovest della città.
Nei fine settimana i ragazzi si spostano nel deserto di Sonora, appena fuori Phoenix, dove allineano fucili AR-15 e modelli in stile AK contro le proprie auto, si fotografano in posa e passano il pomeriggio a sparare contro bersagli. Di notte frequentano feste, fumano marijuana e trascorrono ore sui social network, comportandosi come qualunque altro adolescente americano. Di giorno, invece, gestiscono una rete di compravendita di armi che finisce per alimentare il traffico verso il Messico.
Uno dei protagonisti dell'inchiesta, un diciottenne identificato con lo pseudonimo JM, ha raccontato al quotidiano statunitense di coordinare decine di studenti provenienti da almeno 20 scuole superiori di Phoenix, impegnati a procurarsi armi attraverso canali legali e illegali. Secondo la sua testimonianza, la gran parte di queste armi finisce per attraversare il confine e arrivare nelle mani dei cartelli messicani. In Messico il suo giro ha persino guadagnato un soprannome tra i clienti: "Los Chicos Phoenix" (i ragazzi di Phoenix). JM si è detto disponibile a servire qualsiasi gruppo criminale ne faccia richiesta.
Tra le tecniche più diffuse tra i giovani trafficanti di Phoenix c'è l'uso di mazzette di denaro falso per ingannare i venditori di armi. Un diciannovenne conosciuto come "el Güero" ha spiegato di passare le giornate su gruppi Telegram in cerca di persone che vendono pistole, per poi negoziare il prezzo, fissare un incontro in un parcheggio e presentarsi con il contante contraffatto. Le forze dell'ordine locali hanno confermato che questa pratica è comune tra i trafficanti d'armi della regione.
Nonostante i rischi legali evidenti, per i ragazzi coinvolti il giro d'affari resta troppo redditizio per smettere. Un altro membro del gruppo, soprannominato "el Flaco", diciotto anni, ha dichiarato di guadagnare tra i 4.000 e i 5.000 dollari anche in un mese considerato fiacco. Secondo quanto riportato dal New York Times, i ragazzi parlano del traffico di armi con il linguaggio di imprenditori esperti, concentrandosi su margini di guadagno, fornitori e logistica, ed elencano i nomi di pistole e fucili con lo stesso entusiasmo con cui parlerebbero di scarpe da ginnastica o auto sportive.
L'inchiesta si inserisce in una serie più ampia del quotidiano statunitense dedicata alla filiera che porta armi acquistate negli Stati Uniti nelle mani dei cartelli messicani. In un precedente reportage, il New York Times aveva già raccontato il caso di un diciassettenne di Phoenix che gestiva fino a 200 ordini di armi alla settimana per conto del Cartello di Sinaloa, l'organizzazione criminale che secondo le autorità statunitensi controlla gran parte della rotta di traffico di armi e droga tra l'Arizona e lo Stato messicano di Sonora.