Aversa, dopo 13 anni il via libera alla Rsa all'area Cappuccini
Si chiude, almeno sul piano amministrativo, una delle vicende urbanistiche più lunghe e controverse della città di Aversa, in provincia di Caserta. Come riporta Il Mattino, dopo tredici anni e mezzo di battaglie amministrative e giudiziarie è arrivato il permesso di costruire per la società Lisieux, che potrà finalmente realizzare una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) nell'area dei Cappuccini.
La società, tra i cui soci figura la famiglia dell'ex parlamentare Paolo Santulli, aveva presentato la richiesta di permesso di costruire già nel 2013, per un terreno in zona "G" del territorio comunale. Da allora la vicenda si è trascinata attraverso dinieghi, ricorsi e numerose pronunce della giustizia amministrativa: il contenzioso era nato dal diniego del Comune, che con una delibera del 2018 aveva classificato l'area come verde pubblico, di fatto bloccando il progetto della Rsa per anziani. Il Tar Campania e il Consiglio di Stato si sono pronunciati più volte a favore della società, fino alla nomina di un commissario ad acta chiamato a garantire l'esecuzione delle decisioni dei giudici. Nemmeno il successivo diniego del permesso di costruire, adottato dal Comune nel 2023, era riuscito a chiudere la vicenda: con la sentenza numero 6292 del luglio 2025 il Consiglio di Stato aveva dichiarato nullo quel provvedimento, ritenendo che l'amministrazione comunale avesse fornito un'interpretazione distorta delle precedenti decisioni per sottrarsi agli obblighi derivanti dal giudicato.
Decisivo, in questa fase finale, anche l'intervento del commissario ad acta nominato dal Prefetto di Napoli, che nelle scorse settimane aveva ordinato al Comune di procedere senza ulteriori indugi all'istruttoria per il rilascio del titolo edilizio, ribadendo che il terreno della società non poteva essere considerato verde pubblico.
Durissimo il commento dell'avvocato Fabrizio Perla, che ha seguito la società Lisieux nel lungo percorso giudiziario e attribuisce alla vicenda una precisa matrice politica: dopo tredici anni e mezzo, ha dichiarato, i diritti della società sono stati riconosciuti nonostante la sua unica colpa fosse quella di avere tra i soci la famiglia Santulli, figura storicamente all'opposizione nella politica locale aversana.
Il giudizio complessivo del Partito democratico sulla vicenda, riporta ancora Il Mattino, resta fortemente negativo: un consigliere dem ha sottolineato come qualche buona iniziativa non possa diventare l'alibi per coprire i problemi irrisolti della città. Con il rilascio del permesso di costruire si apre ora una nuova fase per il progetto della Rsa, anche se la vicenda potrebbe avere ulteriori strascichi sul piano giudiziario e contabile, legati alle responsabilità per il lungo ritardo accumulato dall'amministrazione comunale.