Sabato 3 ottobre 2026
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Calano i consumi di alcol a vantaggio di alternative salutari

U.E.
Notizia ·

Le bevande continuano a crescere nei sei principali mercati europei, ma cambiano le abitudini dei consumatori. Nell’ultimo anno la spesa complessiva è aumentata del 2,9%, raggiungendo i 180 miliardi di euro, mentre gli alcolici hanno perso terreno a favore di una nuova generazione di bevande considerate più salutari e di alternative a basso o nullo contenuto alcolico.

Secondo la più recente analisi di Circana sul mercato dei beni di largo consumo, relativa a Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, la spesa per gli alcolici è diminuita dello 0,8%, mentre le vendite di alternative a basso o nullo contenuto alcolico sono cresciute del 7,3%.

 

Crescono le bevande analcoliche e le alternative all’alcol

La maggiore spesa per bevande sportive, energy drink e bevande a base di yogurt, insieme a una gamma sempre più ampia di prodotti pensati per consumatori attenti alla salute, ha contribuito alla crescita del 5,4% delle bevande analcoliche. Il valore della categoria ha raggiunto i 109 miliardi di euro, mentre quello complessivo del mercato delle bevande è arrivato a 180 miliardi.

A perdere terreno sono state invece birra, sidro, vino e superalcolici, le cui vendite sono diminuite rispettivamente dello 0,9%, dell’1,2%, dell’1,5% e del 2,2%.

Il 43% dei consumatori ha dichiarato a Circana di aver ridotto il consumo di alcol acquistandone meno, rimandando gli acquisti o rinunciandovi del tutto. Tra le persone tra i 25 e i 39 anni la percentuale arriva alla metà.

Le scelte si spostano così verso altre tipologie di bevande: il 44% dei consumatori dichiara di acquistare più acqua in bottiglia, il 31% più succhi e smoothie e il 29% più tè e caffè.

Solo il 15% afferma invece di acquistare più bevande alcoliche, nonostante il forte ricorso alle promozioni. Nel corso dell’anno, infatti, circa il 41% della birra e il 37% delle bevande alcoliche è stato venduto in promozione, contro il 25% delle bevande nel complesso.

 

“Non è ancora la fine per il settore degli alcolici”

“Non è ancora la fine per il settore degli alcolici”, afferma Ananda Roy, Senior Vice President, Strategic Growth Insights di Circana, dopo il suo keynote al Beverage Forum del 1° ottobre.

“Negli ultimi cinque o sei anni, a partire dalla pandemia, l’alcol ha perso popolarità. Questo ha favorito la disponibilità di una gamma più ampia di alternative e di prodotti più salutari, offrendo ai consumatori una maggiore possibilità di scelta su cosa bere a casa e nelle occasioni di socialità”, spiega Roy.

“In particolare, i più giovani consumano molto meno alcol e non ci sono segnali che questo atteggiamento sia destinato a cambiare con l’avanzare dell’età. La crescente disponibilità di bevande analcoliche e di alternative più leggere sta semplicemente diventando una componente sempre più normale del consumo quotidiano”, aggiunge.

Secondo Roy, per i produttori di alcolici sarà quindi necessario andare oltre la leva del prezzo e sviluppare prodotti a minore gradazione alcolica, con meno zuccheri e meno calorie, così da mantenere birra, vino e superalcolici rilevanti mentre cambiano le abitudini di consumo.

 

I nuovi prodotti portano 242 milioni di euro di vendite aggiuntive

La ricerca di Circana evidenzia anche il ruolo delle novità di prodotto. Nell’ultimo anno i nuovi prodotti nel settore delle bevande hanno generato 242 milioni di euro di vendite aggiuntive.

Di questi, 161 milioni di euro sono riconducibili alle bevande a base di latte, mentre 32 milioni di euro ciascuno derivano dai prodotti a basso o nullo contenuto alcolico e dall’acqua in bottiglia.

 

Le vendite crescono, ma i volumi solo dello 0,5%

L’aumento della spesa per le bevande non corrisponde però a una crescita altrettanto forte dei volumi. Nell’ultimo anno i quantitativi effettivamente venduti sono aumentati appena dello 0,5%, mentre l’incremento medio dei prezzi è stato del 2,3%.

Nel Regno Unito le vendite di bevande sono aumentate del 3,2%, raggiungendo i 54 miliardi di euro. Il Paese rappresenta il 30% della spesa complessiva nei sei principali mercati europei, ma solo il 19% dei volumi venduti.

L’aumento dei prezzi ha contribuito anche alla crescita della spesa in Italia, pari al 2,9%, e nei Paesi Bassi, pari al 2%, nonostante in entrambi i Paesi i volumi acquistati siano rimasti stabili.

In Spagna il quadro è stato più equilibrato: i prezzi sono aumentati del 2,4%, mentre i volumi acquistati sono cresciuti del 2,6%.

In Francia, invece, la crescita della spesa è stata determinata soprattutto dall’aumento degli acquisti. I volumi venduti sono cresciuti del 3,3%, a fronte di un incremento dei prezzi dello 0,4%.

La Germania è stato l’unico dei sei Paesi ad aver registrato una diminuzione dei volumi di bevande acquistati, scesi del 2,7%, mentre i prezzi sono aumentati del 4%.

 

Yogurt drink, ready to drink e bevande vegetali continuano a crescere

Nonostante l’aumento dei prezzi, alcune categorie hanno continuato a registrare una crescita dei volumi. Le bevande a base di yogurt sono aumentate del 12,3%, mentre i superalcolici pronti da bere hanno registrato una crescita del 12,9%.

Anche l’acqua naturale e le bevande a base vegetale hanno segnato un aumento dei volumi, entrambe del 5,2%.

Il quadro generale del mercato delle bevande è inoltre migliorato nel secondo trimestre del 2026. In questo periodo i prezzi medi sono diminuiti dello 0,2%, mentre i volumi di bevande venduti sono aumentati dell’1,6%.

 

Le marche del distributore raggiungono il 35% della spesa

Un altro elemento evidenziato da Circana riguarda la crescita dei prodotti a marchio del distributore, che rappresentano oggi il 35% della spesa complessiva per le bevande.

Le marche dei retailer stanno guadagnando terreno in diverse categorie, tra cui caffè, vino e champagne e bevande a base di latte.

I dati utilizzati nell’analisi di Circana si riferiscono ai dodici mesi terminati alla fine di giugno 2026 e riguardano Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.

 

(FoodAffairs.it)

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