Martedì 22 settembre 2026
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Cannabis legale ma 186.581 arresti nel 2025 negli stati proibizionisti

AMERICHE - USA
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Negli Stati Uniti la cannabis per uso ricreativo è ormai legale in metà del Paese, ma negli stati che mantengono il divieto le forze dell'ordine hanno continuato ad arrestare centinaia di migliaia di persone. Secondo un nuovo rapporto del Marijuana Policy Project (MPP), organizzazione statunitense che si batte per la riforma delle leggi sulla cannabis, nel 2025 gli stati con proibizione totale hanno registrato almeno 186.581 arresti legati alla cannabis, a fronte dei 22.357 arresti avvenuti negli stati dove la sostanza è stata legalizzata per gli adulti.

Il dato emerge da un'analisi condotta sui numeri del Crime Explorer dell'FBI e mostra come, pur avendo una popolazione complessivamente inferiore, gli stati proibizionisti abbiano effettuato oltre otto volte più arresti rispetto a quelli dove la cannabis è legale. Attualmente sono ventisei gli stati americani che continuano a vietare l'uso di cannabis agli adulti sopra i 21 anni al di fuori dei programmi di uso medico: sedici di questi hanno un programma medico completo, mentre altri due prevedono un accesso limitato a prodotti a basso contenuto di THC.

 

Il rapporto sottolinea che, dal 2012, quando Colorado e Washington divennero i primi due stati a legalizzare la cannabis per uso adulto, gli stati che mantengono il divieto hanno complessivamente effettuato oltre 3,3 milioni di arresti legati alla sostanza. Adam Smith, direttore esecutivo di MPP, ha dichiarato che la legalizzazione in 24 stati ha comunque prodotto un calo storico degli arresti a livello nazionale, passati da un picco di oltre 900mila casi l'anno a poco più di 200mila. Smith ha comunque definito il numero attuale "ancora allarmante", ricordando che dietro ogni arresto c'è una persona il cui futuro può essere compromesso da una fedina penale. Il documento ricorda inoltre che un arresto, e ancor più un'incarcerazione anche breve, può avere conseguenze molto pesanti sulla vita di una persona: c'è chi perde il lavoro, chi va incontro a sfratti o difficoltà abitative. Secondo i dati citati nel rapporto, il 92% dei datori di lavoro effettua controlli sui precedenti penali dei candidati, e più della metà delle persone con una fedina penale dichiara di avere difficoltà a trovare o mantenere un impiego.

Il rapporto evidenzia anche alcune anomalie interne agli stessi stati che hanno legalizzato la cannabis. In Illinois, ad esempio, nel 2025 sono stati effettuati oltre 5.500 arresti per possesso, un numero in controtendenza rispetto al resto degli stati legalizzati: la causa sarebbe da ricercare in una norma locale che obbliga automobilisti e passeggeri a conservare la cannabis in un contenitore sigillato e inaccessibile durante la guida. In Minnesota, dove la legalizzazione è più recente, le autorità hanno perseguito oltre 3.500 casi in circa un anno e mezzo sulla base della legge sul "pacco aperto", un'infrazione che prevede possibile detenzione e altre conseguenze penali. Washington e Alaska restano invece gli unici due stati legalizzati a mantenere pene detentive per i minori di 21 anni trovati in possesso di cannabis, mentre negli altri 22 stati legalizzati la violazione comporta soltanto una sanzione amministrativa.

Il tema degli arresti per cannabis è stato ripreso anche da altre iniziative giornalistiche e organizzazioni. Secondo un'analisi separata che raccoglie i dati storici dell'FBI, tra il 1990 e il 2025 negli Stati Uniti sono stati registrati complessivamente oltre 21 milioni di arresti legati alla marijuana, con un picco nel decennio 2000-2009. Gli osservatori ricordano tuttavia che questi numeri vanno letti con cautela: non tutte le agenzie di polizia locali trasmettono i propri dati all'FBI, e un arresto non equivale automaticamente a una condanna.

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