Carceri Michigan: algoritmo IA valuta rischio violenza dei detenuti
Il Michigan Department of Corrections (MDOC) avvierà il primo dicembre 2026 una sperimentazione pilota in alcuni istituti maschili per testare un sistema basato su intelligenza artificiale che valuta il rischio di violenza futura dei detenuti, affiancandolo ai tradizionali criteri di classificazione. Come riporta Yahoo News, l'iniziativa nasce in un contesto di crescente tensione nelle carceri dello Stato: tra il 2019 e il 2026 le aggressioni a danno di personale e detenuti sono aumentate del 13%, nonostante una riduzione del 16% della popolazione carceraria nello stesso periodo, secondo i rapporti depositati presso il parlamento del Michigan. Gli agenti penitenziari attribuiscono gran parte della violenza alla cronica carenza di personale, che costringe a più frequenti isolamenti dei detenuti, aumentandone la frustrazione, e lascia troppo pochi operatori per intervenire prima che le situazioni degenerino.
L'amministrazione gestisce circa 32mila detenuti, suddivisi in cinque livelli di sicurezza che possono variare in base a condotta ed esigenze individuali. Finora le valutazioni per l'assegnazione del livello venivano effettuate da un comitato di personale nominato dal direttore di ogni istituto; con il nuovo sistema, questo compito sarà in parte affidato a uno strumento sviluppato insieme a Recidiviz, organizzazione no-profit specializzata in dati per la giustizia penale, attiva con amministrazioni giudiziarie di 19 Stati americani e nata come progetto interno a Google.
Secondo il dipartimento, lo strumento dovrebbe migliorare del 30% la capacità di prevedere comportamenti violenti e consentire revisioni più frequenti e dinamiche della classificazione, basate su dati aggiornati in tempo reale anziché su rilevazioni programmate a scadenze fisse. La direttrice dell'MDOC, Heidi Washington, si è detta fiduciosa che l'uso di dati storici ed evidenze empiriche abbia prodotto uno strumento dinamico e oggettivo, capace di rafforzare la sicurezza degli istituti. Il dipartimento ha inoltre annunciato l'aggiunta di 870 nuovi posti letto ad alta sicurezza, per garantire che i detenuti classificati come ad alto rischio possano essere alloggiati in ambienti adeguati.
Restano tuttavia diverse incognite. La stima del miglioramento del 30% nella capacità predittiva è una proiezione fornita dallo stesso dipartimento, senza indicazione del metodo di calcolo né validazione indipendente: il MDOC non ha reso pubblica la metodologia alla base di quella cifra. Le autorità sottolineano che il personale manterrà l'autorità decisionale finale su tutte le classificazioni di sicurezza e alloggio, e che lo strumento automatizza calcoli complessi per fornire valutazioni del rischio in tempo reale senza sostituire il giudizio umano.
Non mancano le perplessità. Il presidente del sindacato che rappresenta gli agenti penitenziari del Michigan si è detto scettico sul nuovo approccio, osservando che non affronta il problema reale: la carenza di posti letto ad alta sicurezza. Desta preoccupazione anche l'ipotesi che l'amministrazione possa evolvere verso un sistema interamente automatizzato, che escluda le valutazioni degli agenti che hanno contatto quotidiano con i detenuti. A livello più generale, un'inchiesta di ProPublica su un sistema di analisi del rischio simile adottato in Louisiana aveva rilevato che i dati sottostanti contenevano un pregiudizio razziale e socioeconomico intrinseco, un precedente che alimenta i timori sulla trasparenza e l'equità di strumenti analoghi applicati su larga scala.
Il sistema in sperimentazione in Michigan riguarda per ora soltanto l'assegnazione dei livelli di sicurezza e degli alloggi, non le decisioni di libertà condizionata. Se il progetto pilota darà esito positivo, il dipartimento valuterà un'estensione a tutti gli istituti dello Stato nelle fasi successive.