Cartelli messicani producono metanfetamina in Africa per l'Australia

Il cartello messicano di Sinaloa ha costruito una rete di laboratori clandestini nell'Africa australe per produrre metanfetamina destinata ai mercati di Australia e Nuova Zelanda, dove i prezzi della droga sono da 65 a 100 volte superiori rispetto a quelli statunitensi. Lo riporta Bangkok Post, citando un'inchiesta dell'agenzia France Presse.
Il caso più recente riguarda alcuni cittadini messicani arrivati a Johannesburg dichiarandosi turisti interessati a visitare i parchi naturali sudafricani per osservare i celebri "Big Five": elefanti, rinoceronti, leoni, leopardi e bufali. Secondo gli investigatori, in realtà si trattava di chimici inviati dal cartello di Sinaloa per allestire un laboratorio di metanfetamina su scala industriale in una fattoria adibita a riserva di caccia vicino alla cittadina di Swartruggens. Quel laboratorio è uno dei almeno sette scoperti nell'Africa australe negli ultimi due anni.
Il sito di Swartruggens era in grado di produrre fino a cinque tonnellate di droga al mese, per un valore di circa un miliardo di dollari all'ingrosso sul mercato australiano, cifra destinata a salire ulteriormente una volta rivenduta al dettaglio nelle strade. Il laboratorio è stato smantellato a maggio; tra le 13 persone arrestate, cinque erano cittadini messicani, tutti con competenze chimiche, entrati nel Paese con visti turistici nel marzo 2025.
Le forze dell'ordine sudafricane, pur confermando l'esistenza della rete, hanno mantenuto riserbo sui dettagli operativi: le autorità hanno dichiarato che, per motivi di sicurezza investigativa, non commenteranno le attività dei cartelli messicani nel Paese. Il primo laboratorio con le caratteristiche riconducibili ai cartelli era stato individuato già nel 2020 nella località agricola di Marble Hall, a nord-est di Johannesburg, ma è con il sito di Swartruggens che gli inquirenti hanno compreso la reale portata dell'operazione, riconducibile con forte probabilità all'organizzazione di Sinaloa.
Dal 2024 sono stati arrestati in Sudafrica 16 cittadini messicani nell'ambito di blitz contro i laboratori. Un fenomeno analogo si registra in Nigeria, dove quattro messicani sono stati arrestati quest'anno in operazioni analoghe: a maggio le autorità nigeriane hanno smantellato quello che viene descritto come il più grande laboratorio mai scoperto nel Paese, nello Stato di Ogun.
La polizia australiana ha confermato un aumento dell'attenzione dei cartelli messicani verso il proprio territorio. A gennaio una donna di 32 anni è stata arrestata all'aeroporto di Sydney su un volo proveniente dal Sudafrica con 39 chilogrammi di metanfetamina in polvere nei bagagli, a dimostrazione che la droga non viaggia soltanto via mare. Il mercato australiano resta enorme: secondo un rapporto del 2024 realizzato in collaborazione con la statunitense Drug Enforcement Agency, la metanfetamina è la sostanza illecita più consumata nel Paese dopo la cannabis.
Le polizie di Australia e Nuova Zelanda avevano già stabilito in passato che alcune sezioni locali della banda motociclistica dei Comancheros si rifornivano proprio dal cartello di Sinaloa, confermando l'esistenza di una filiera internazionale che collega la produzione in Africa australe alla domanda oceanica.