Lunedì 2 novembre 2026
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I cittadini preferiscono la riforma alla pena di morte per droga

ASIA - MALAYSIA
Notizia ·

Un nuovo studio presentato in Parlamento a Kuala Lumpur rivela che la percezione pubblica sulla pena di morte per i reati legati alla droga si sta spostando rapidamente verso il sostegno all'abolizione e a misure alternative non capitali, allontanandosi dalle narrazioni ufficiali promosse dallo Stato malese.

 

Il documento, intitolato "Rethinking Capital Punishment for Drug Offences in Malaysia", è stato pubblicato congiuntamente da Anti-Death Penalty Asia Network (ADPAN), dalla School of Arts and Social Sciences della Monash University Malaysia (SASS) ed Eleos Justice, centro di ricerca della Monash Law. Come riporta Lumi News, il policy brief è stato consegnato simbolicamente in Parlamento lo scorso 27 ottobre, alla presenza di rappresentanti delle tre organizzazioni coinvolte nella ricerca.

 

Lo studio evidenzia come l'esposizione a esperienze di vita reale, la copertura sui social media e i casi avvenuti in altri paesi della regione stiano contribuendo attivamente a questo cambiamento negli atteggiamenti dell'opinione pubblica malese. Secondo gli autori, il sostegno storico alla pena capitale per i reati di droga è sempre stato plasmato da narrazioni governative e da una copertura mediatica che ha presentato il traffico di stupefacenti come una minaccia abbastanza grave da giustificare l'esecuzione. Oggi, però, questo consenso starebbe erodendosi.

 

Il contesto normativo è quello dell'Abolition of Mandatory Death Penalty Act 2023, la legge che ha reso discrezionale, e non più obbligatoria, la pena di morte per 27 reati, tra cui il traffico di droga disciplinato dalla Sezione 39B del Dangerous Drugs Act del 1952. Nonostante questo passo avanti, i condannati per reati legati alla droga continuano a rappresentare una quota rilevante della popolazione carceraria nel braccio della morte: secondo quanto riportato nello studio, nel 2025 costituivano il 21% dei detenuti ancora in attesa di esecuzione.

 

Sara Kowal, direttrice di Eleos Justice, vice co-coordinatrice di ADPAN e co-autrice del policy brief, ha elogiato i progressi compiuti dal Paese nella riforma delle proprie leggi sulla pena capitale. La co-autrice Thaatchaayini Kananatu, vice responsabile per la ricerca della scuola e co-direttrice di Eleos Justice, ha dichiarato che il sentimento pubblico non rappresenta più una barriera legale o politica all'abolizione della pena di morte per il traffico di droga. Secondo Kananatu, la raccomandazione principale del documento è l'abolizione della pena capitale, a partire proprio dai reati legati agli stupefacenti.

 

Per tradurre queste evidenze in una riforma concreta, il policy brief propone raccomandazioni distinte rivolte ai tre poteri dello Stato malese: l'esecutivo, il legislativo e il giudiziario, ciascuno chiamato a un ruolo specifico nel percorso verso il superamento definitivo della pena capitale per i reati di droga.

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