Class action crypto 2026: risarcimenti record oltre 10 miliardi
Il 2026 si conferma l'anno dei grandi risarcimenti per le vittime dei crac delle criptovalute negli Stati Uniti. Secondo un'analisi pubblicata dal sito legale statunitense lawfold.com, sono oltre 75 le cause attive tra tribunali federali e statali, per un valore complessivo del contenzioso pendente che supera i 12 miliardi di dollari, in crescita del 40% rispetto al 2025.
I casi più rilevanti riguardano i crolli di FTX, Celsius e Voyager, oltre alle azioni della Securities and Exchange Commission (SEC) contro le principali piattaforme di scambio. Binance ha già versato 4,3 miliardi di dollari per chiudere il proprio contenzioso, mentre Ripple ha pagato una sanzione da 125 milioni di dollari nell'ambito della causa con la SEC, ormai conclusa dopo oltre cinque anni di battaglie legali. Per Coinbase e Kraken si stima invece un esborso complessivo di circa 500 milioni di dollari. Nel 2025 i risarcimenti totali erogati alle vittime hanno raggiunto 8,7 miliardi di dollari, e le proiezioni per la fine del 2026 indicano il superamento della soglia dei 10 miliardi. A beneficiarne sono oltre 2,3 milioni di investitori retail coinvolti nelle diverse class action attive, con un recupero medio nel 2025 stimato attorno ai 1.200 dollari a persona.
Tra i casi più imponenti figura quello relativo al crollo dell'ecosistema Terra/LUNA: la relativa class action, che riguarda chi ha detenuto i token LUNA e la stablecoin UST tra maggio 2021 e maggio 2022, ha raggiunto un accordo transattivo da 4,47 miliardi di dollari, già approvato in sede federale, con i richiedenti attualmente impegnati a presentare le prove di reclamo.
Per quanto riguarda FTX, la piattaforma collassata nel novembre 2022, i creditori stanno ricevendo distribuzioni basate sul valore delle criptovalute calcolato alla data del fallimento: chi possedeva token tra luglio 2020 e novembre 2022 può rientrare tra gli aventi diritto. Il meccanismo, se da un lato garantisce il rimborso in dollari dell'importo originario, dall'altro esclude i creditori dai guadagni successivi legati al rialzo dei prezzi delle criptovalute rispetto al 2022.
Anche il caso Celsius Network, la piattaforma che prometteva rendimenti fino al 18% annuo prima di bloccare improvvisamente tutti i prelievi nel giugno 2022, si trova in piena fase di distribuzione. I titolari di conti "custody" hanno recuperato tra l'85% e il 95% del proprio investimento, mentre gli altri creditori ricevono trattamenti differenziati a seconda della tipologia di conto detenuto.
L'articolo di lawfold.com riporta inoltre i criteri di idoneità e le fasce di risarcimento stimate in base alle perdite documentate dai singoli investitori, che vanno da un minimo di 150 dollari fino a superare i 6.000 dollari nei casi con perdite più consistenti. Il quadro complessivo mostra come il settore delle criptovalute, dopo gli scandali e i crolli che hanno segnato il biennio 2022-2023, stia attraversando una fase di resa dei conti giudiziaria senza precedenti, con tribunali e curatori fallimentari sempre più attivi nel restituire fondi agli investitori danneggiati.