Martedì 22 settembre 2026
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Cocaina: l'Africa Occidentale nuova rotta verso Europa e Usa

AFRICA
Notizia ·

Un terzo della cocaina consumata in Europa occidentale passa oggi attraverso l'Africa Occidentale. È quanto emerge da un rapporto del GI-TOC (Global Initiative Against Transnational Organized Crime), l'organizzazione che monitora la criminalità transnazionale a livello globale, ripreso dalla testata Ghana Business News.

 

Secondo il documento, pubblicato a settembre 2025, tra il 2025 e il 2026 almeno il 30% - secondo alcune stime fino a un terzo - della cocaina che arriva in Europa occidentale transita ormai per i paesi della regione. Il fenomeno non è nuovo: la trasformazione dell'Africa Occidentale in snodo del narcotraffico internazionale era già stata segnalata da tempo, ma si è intensificata a partire dal 2019, spinta da tre fattori concomitanti. Da un lato la produzione record di coca in America Latina, dall'altro la domanda europea in crescita - con sequestri nel 2023 superiori a quelli registrati in Nord America per il quinto anno consecutivo - e infine l'inasprimento dei controlli lungo le rotte dirette verso il continente europeo.

 

I numeri dei sequestri raccontano la portata del cambiamento: tra il 2012 e il 2018 le quantità di cocaina intercettate ogni anno nella regione restavano sotto le due tonnellate. Dal 2019 al 2025 la media annua è salita a circa dieci volte tanto, toccando un record di circa 30 tonnellate metriche nel solo 2025. Il Global Organized Crime Index 2025 ha attribuito al mercato della cocaina in Africa Occidentale un punteggio di 6,67, in aumento rispetto al 5,20 del 2019, rendendolo il mercato criminale in più rapida crescita nella regione. Gli stessi sequestri, avvertono gli analisti del GI-TOC, rappresentano solo la "punta dell'iceberg" di un traffico ben più ampio.

 

Il rapporto documenta il ruolo crescente dei clan criminali montenegrini Kavač e Škaljari, rivali tra loro ma entrambi radicati nella regione, insieme a reti di lingua albanese attive in particolare in Senegal e Gambia. Questi gruppi hanno stretto alleanze con il Primeiro Comando da Capital (PCC), la più potente organizzazione criminale brasiliana, nata nelle carceri di San Paolo, sfruttando i legami linguistici e culturali che il Brasile condivide con Guinea-Bissau e Capo Verde, ex colonie portoghesi. Secondo Lucia Bird Ruiz, direttrice dell'Osservatorio sulle economie illecite in Africa Occidentale del GI-TOC, i gruppi originari dei Balcani occidentali oggi acquistano direttamente le partite di cocaina dalla più grande alleanza di narcotraffico brasiliana per poi gestirne la logistica in Africa Occidentale.

 

Il Senegal viene indicato come nuovo snodo strategico del traffico, grazie soprattutto al porto atlantico di Dakar, descritto come il polo più importante della regione per le esportazioni verso la Spagna e il resto d'Europa. In Guinea-Bissau, invece, i grandi carichi di cocaina transitano attraverso l'arcipelago dei Bijagós, principale punto di trasbordo offshore del paese: secondo le rilevazioni sul campo del GI-TOC, vi transiterebbero regolarmente quattro tonnellate di droga, con cittadini colombiani stabilmente presenti sul territorio a sorvegliare le operazioni.

 

Il documento segnala anche il ruolo di Dubai come rifugio per i latitanti legati al narcotraffico e come centro di riciclaggio dei proventi della cocaina. Sul piano delle rotte marittime, un'analisi del Parlamento europeo sul traffico di droga nell'Unione descrive come modalità ormai prevalente quella dei cosiddetti "trasbordi in mare aperto": una nave madre parte dall'America Latina e trasferisce il carico su imbarcazioni più piccole al largo delle coste dell'Africa Occidentale, che poi sbarcano la droga sulla costa oppure proseguono verso le Canarie. Tra i mezzi impiegati dai trafficanti figurano anche narco-sommergibili semi-sommersi, gommoni a scafo rigido, imbarcazioni autonome e drone.

 

Sul fronte del contrasto, la Marina francese, attraverso l'operazione Corymbe, si è confermata l'attore più visibile nelle attività di interdizione nel Golfo di Guinea: nel marzo 2024 ha sequestrato 10,7 tonnellate di cocaina da un peschereccio con bandiera brasiliana, mentre nel settembre 2025 ne ha intercettate altre 9,6 tonnellate nelle stesse acque.

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