Consumi fuori casa a 102 miliardi, ma crescono solo fascia alta e pranzi
Il mercato italiano dei consumi fuori casa ha chiuso il 2025 a quota 102 miliardi di euro, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai 101 miliardi del 2024, anno in cui la soglia dei 100 miliardi era stata superata per la prima volta. Il quadro, però, nasconde andamenti molto diversi a seconda del tipo di consumo e della fascia di prezzo dei locali, segno che la ripresa del settore non riguarda tutti allo stesso modo.
I dati arrivano dall'Osservatorio del mercato Away From Home, realizzato da TradeLab per Federdistribuzione, l'associazione delle imprese della distribuzione moderna presieduta da Carlo Alberto Buttarelli. La presentazione si è svolta a Roma, ospitata dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il cui titolare Francesco Lollobrigida è intervenuto all'evento insieme allo stesso Buttarelli.
Guardando alle singole occasioni di consumo, il pranzo è l'unico pasto in crescita, con un aumento dell'1,7%. Vanno invece male i momenti di socialità serale: l'aperitivo arretra del 3,1% e calano anche i consumi dopo cena. Una tendenza che Federdistribuzione collega soprattutto al calo del potere d'acquisto delle famiglie italiane, insieme alla difficoltà di molti esercizi a intercettare un consumatore sempre più selettivo, disposto a spendere fuori casa solo quando trova un'offerta percepita come di qualità.
Anche sul fronte della ristorazione il quadro è a due velocità: tra i locali indipendenti avanzano solo le insegne di fascia medio-alta, con una crescita del 2,9%, mentre gli esercizi più economici e popolari sono in difficoltà. La ristorazione in catena resta invece sostanzialmente ferma.
Un ruolo di sostegno per l'intero comparto arriva dal turismo, che pesa per il 22% dei consumi complessivi, pari a 23 miliardi di euro. I turisti stranieri generano da soli 11 miliardi, con una crescita del 7% rispetto al 2024, avvicinandosi sempre di più alla spesa dei turisti italiani, che vale 12 miliardi di euro ma cresce a un ritmo molto più contenuto, attorno al 3%. Complessivamente il mercato si compone per il 78% di consumi dei residenti, pari a 79 miliardi di euro, e per il restante 22% di consumi turistici.
Secondo quanto dichiarato da Buttarelli, le imprese della distribuzione moderna specializzata, anche attraverso il canale Cash&Carry, sostengono la filiera dei consumi fuori casa e contribuiscono alla competitività della ristorazione e all'attrattività turistica del Paese. Dall'indagine emerge inoltre che più della metà degli italiani ritiene che la ristorazione dovrebbe puntare maggiormente sui piatti della cucina tradizionale per rendere più memorabile l'esperienza al tavolo, mentre oltre il 70% dichiara di aver fatto proprie ricette tipiche italiane scoperte o riscoperte proprio durante i pasti fuori casa.
Come riporta ANSA, nei primi otto mesi del 2026 il settore ha già fatto registrare una lieve contrazione delle visite, intorno all'1%, segno che le difficoltà legate al potere d'acquisto delle famiglie non si sono ancora esaurite.