Lunedì 26 ottobre 2026
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Demenza: costerà 818 miliardi di dollari nel 2026

AMERICHE - USA
Notizia ·

La demenza costerà agli Stati Uniti 818 miliardi di dollari nel 2026, e la parte più consistente di questo conto non ricadrà sul sistema sanitario pubblico ma sulle famiglie. È quanto emerge da uno studio guidato dalla University of Southern California (USC), pubblicato sulla rivista Alzheimer's & Dementia, giornale peer-reviewed dell'Alzheimer's Association. Come riporta SciTechDaily, la ricerca mette in luce quanto il peso economico della malattia resti in larga parte nascosto, perché assorbito da pazienti e caregiver familiari piuttosto che da ospedali e assicurazioni.

 

Negli Stati Uniti vivono oggi 5,7 milioni di persone con demenza, di cui 5,1 milioni hanno più di 65 anni. Ad assisterle sono circa 5,2 milioni di caregiver non retribuiti - familiari e amici - che nel corso dell'anno forniranno complessivamente 6,8 miliardi di ore di cura, un valore economico stimato in 237 miliardi di dollari. A questo si aggiungono 23 miliardi di dollari di salari perduti, sia da parte delle persone malate sia dei loro assistenti, che spesso devono ridurre o abbandonare il lavoro per dedicarsi alla cura.

 

La voce di costo più rilevante, tuttavia, è un'altra: la perdita di qualità della vita delle persone con demenza, dovuta al declino cognitivo, funzionale e dell'autonomia, pesa da sola per 320 miliardi di dollari. I ricercatori hanno calcolato questo valore confrontando l'evoluzione reale della malattia con uno scenario in cui i pazienti fossero rimasti allo stadio di lieve declino cognitivo, moltiplicando la differenza in anni di vita corretti per la qualità per 150.000 dollari ciascuno - un metodo che nessuno studio nazionale sui costi della demenza aveva utilizzato finora. A questa cifra si sommano altri 15 miliardi di dollari legati allo stress emotivo e fisico sopportato da chi presta assistenza.

 

Le spese mediche e di assistenza a lungo termine - visite specialistiche, strutture residenziali, cure continuative - ammontano invece a 222 miliardi di dollari. Di questi, circa il 70%, pari a 154 miliardi, è coperto dai programmi pubblici Medicare e Medicaid, mentre le famiglie si fanno carico direttamente di circa il 20%, ovvero 46 miliardi di dollari, di tasca propria.

 

Mettendo insieme tutte le voci, lo studio conclude che gli individui e le loro famiglie sostengono complessivamente oltre tre volte i costi che ricadono invece sul sistema sanitario e sui programmi governativi. Una sproporzione che, secondo i ricercatori, rischia di aggravarsi con l'invecchiamento della popolazione: negli Stati Uniti la fascia di età sopra gli 85 anni - quella in cui il rischio di sviluppare demenza sfiora il 20% - è destinata a più che raddoppiare entro il 2050.

 

Il modello utilizzato dal team USC, denominato US Cost of Dementia Model, si basa su dati della Health and Retirement Study e su informazioni amministrative di Medicare e Medicaid raccolte dal 1998 al 2020, elaborati attraverso una microsimulazione dinamica in grado di seguire l'evoluzione della salute, del lavoro e dell'assistenza di un campione rappresentativo della popolazione nel tempo. Si tratta della seconda edizione di un progetto di ricerca pluriennale finanziato dal National Institute on Aging, che lo scorso anno aveva già stimato in oltre 780 miliardi di dollari il costo della demenza per il 2025.

 

Gli autori dello studio segnalano infine che nuovi modelli di assistenza domiciliare, pensati per permettere alle persone con demenza di restare più a lungo a casa con il supporto delle famiglie, potrebbero in futuro modificare la distribuzione di questi costi. Lo stesso vale per le terapie innovative in grado di rallentare la progressione dell'Alzheimer e per i test del sangue approvati dalla FDA, capaci di individuare la malattia anni prima della comparsa dei sintomi.

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