Giovedì 22 ottobre 2026
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Droghe e TikTok

EUROPA - REGNO UNITO
Notizia ·

TikTok ha risposto che non esisteva alcuna violazione nel 95,2 per cento delle segnalazioni riguardanti account che pubblicizzavano e offrivano droghe illegali agli utenti britannici. Inoltre, l'83,5 per cento degli account segnalati risultava ancora pubblicamente accessibile dopo quattordici giorni.

E' quanto emerge da una ricerca coordinata da Chris Pudney, professore del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Universita' di Bath, nel Regno Unito, e condotta in collaborazione con University College London e Universita' di Manchester.

Lo studio, pubblicato sull'International Journal of Drug Policy, ha esaminato per la prima volta attraverso una verifica indipendente in tempo reale il funzionamento del sistema di segnalazione di una grande piattaforma sociale di fronte a contenuti potenzialmente collegati al commercio illegale di stupefacenti.

Tra febbraio e luglio 2026, i ricercatori hanno individuato 455 account TikTok rivolti agli utenti del Regno Unito che offrivano la possibilita' di procurarsi sostanze controllate, tra cui cocaina, cannabinoidi sintetici, comunemente conosciuti come spice, e medicinali soggetti a restrizioni. Per essere inclusi nell'indagine, gli account dovevano soddisfare tre condizioni: presentare riferimenti espliciti a sostanze stupefacenti, rivolgersi a utenti britannici e contenere un'offerta di fornitura oppure indicazioni su come ottenere le sostanze. Il gruppo ha quindi utilizzato la normale funzione di segnalazione disponibile nell'applicazione, seguendo esattamente la procedura accessibile a qualsiasi utente. I ricercatori hanno registrato le risposte ricevute dalla piattaforma e verificato successivamente se gli account fossero ancora visibili.

Nel 95,2 per cento dei casi TikTok ha comunicato esplicitamente che non era stata rilevata alcuna violazione delle proprie regole. Dopo due settimane, oltre otto account su dieci risultavano ancora accessibili, indipendentemente dalla categoria di sostanze pubblicizzate o dalla modalita' di promozione. "E' una verifica molto semplice di un sistema di segnalazione", spiega Pudney. "Abbiamo individuato questi account perche' contenevano riferimenti alle droghe, si rivolgevano agli utenti britannici e presentavano un'offerta esplicita o un percorso per ottenere le sostanze. Eppure, il 95 per cento delle nostre segnalazioni ha ricevuto la risposta 'nessuna violazione'".

La ricerca ha evidenziato anche una caratteristica particolare nei tempi di risposta. Tutte le decisioni classificate come assenza di violazione sono arrivate esattamente 30 minuti e mezzo dopo la segnalazione. Secondo gli studiosi, questa uniformita' temporale suggerisce il possibile coinvolgimento di sistemi automatizzati, anche se non e' stato possibile stabilire se le decisioni siano state prese da algoritmi, moderatori umani o da una combinazione dei due. La maggior parte delle variazioni nell'accessibilita' degli account si e' verificata nei primi due giorni successivi alla segnalazione. Dopo questo intervallo, le rimozioni sono risultate limitate e gli account rimasti visibili avevano scarse probabilita' di essere successivamente eliminati.

 

Il dato assume particolare importanza perche' i contenuti potenzialmente dannosi possono raggiungere una parte significativa del proprio pubblico nelle prime ore o nei primi giorni di diffusione.

Lo studio solleva interrogativi sull'efficacia delle misure di sicurezza previste dalla legislazione britannica. Nel Regno Unito, il Misuse of Drugs Act del 1971 considera reato la fornitura o l'offerta di fornitura di sostanze controllate. L'Online Safety Act del 2023 include inoltre i reati legati alla distribuzione di droghe tra quelli prioritari ai fini della sicurezza online. Dal 17 marzo 2025, i servizi digitali soggetti alla normativa devono adottare misure proporzionate per limitare l'esposizione degli utenti a contenuti illegali prioritari, ridurne il tempo di permanenza online e rimuoverli rapidamente quando ne vengono a conoscenza. Anche le linee guida di TikTok vietano il commercio, la commercializzazione e la promozione di droghe illegali. "Una cosa e' che una piattaforma dichiari percentuali molto elevate di rimozione preventiva dei contenuti", osserva Pudney. "Un'altra e' che un utente segnali direttamente account apparentemente coinvolti nella vendita di droghe e si senta rispondere ripetutamente che non esiste alcuna violazione". Secondo il ricercatore, i risultati mostrano una debolezza significativa del sistema di moderazione reattiva, cioe' quello che interviene in seguito alle segnalazioni degli utenti. Gli autori precisano tuttavia che l'indagine non consente di stabilire quanto siano diffusi complessivamente gli account collegati alla vendita di droghe su TikTok, ne' dimostra che tutti i contenuti di questo tipo sfuggano ai controlli. La piattaforma dichiara infatti di rimuovere preventivamente grandi quantita' di contenuti che violano le proprie regole. La ricerca ha esaminato un meccanismo differente: la risposta alle segnalazioni effettuate direttamente dagli utenti. Gli studiosi sottolineano inoltre che i risultati non costituiscono, da soli, una dimostrazione di violazione degli obblighi previsti dalla legge britannica. Pudney invita pero' Ofcom, l'autorita' di regolamentazione delle comunicazioni del Regno Unito, a verificare indipendentemente l'efficacia dei sistemi utilizzati dalle piattaforme. "Se un normale utente puo' segnalare ripetutamente alla piattaforma apparenti venditori di droga e ricevere come risposta 'nessuna violazione', e' proprio questo il tipo di prestazione concreta che un'autorita' di regolamentazione dovrebbe voler comprendere", afferma. I ricercatori chiedono quindi controlli indipendenti, specifici per categoria di reato, capaci di misurare non soltanto quanti contenuti vengano rimossi automaticamente dalle piattaforme, ma anche quanto efficacemente queste reagiscano quando vengono informate direttamente di possibili attivita' illegali. Secondo gli autori, la disponibilita' di statistiche aggregate sulle rimozioni non e' sufficiente a dimostrare che i sistemi di segnalazione funzionino correttamente.(AGI)

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