Martedì 27 ottobre 2026
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Ecosistema urbano. Sale l'indice di "performance sostenibile" delle città

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Sale, seppur di poco, al 55,72%, la media dell'indice di 'performance sostenibile' delle città: smog, consumo di suolo e auto circolanti, le criticità urbane croniche e irrisolte, bene invece la raccolta differenziata, i viaggi annui pro capite sui bus, in frenata la dispersione idrica.

 

Sono i dati di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale di Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che fotografa le performance ambientali di 106 città capoluogo di provincia d'Italia dove vive quasi un terzo della popolazione della Penisola.

Mantova leader green vola sopra l'80%, seguita in classifica da Trento e Bolzano sopra il 75%; nella top ten ritorna Cosenza (nona) prima città del sud. Tra le grandi città Bologna (12esima) si conferma la migliore, Roma è 67esima, mentre Napoli è all'ultimo posto della classifica; rimonta Venezia 31esima, mentre Genova retrocede di 14 posizioni piazzandosi 54esima.

 

Nel 2026 sale, dunque, al 55,72% la media dell'incide di 'performance sostenibile' che riguarda aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia delle città prese in esame.

Una crescita di appena quasi due punti in più (+1,88%) rispetto alla passata edizione (53,84%) e che torna ai livelli del 2024 (55,80%).

Smog, consumo di suolo e auto circolanti restano le maggiori criticità urbane da affrontare nei 106 capoluoghi: in particolare preoccupano i picchi di ozono (O3) cartina di tornasole dell'inquinamento atmosferico in città, così come l'aumento del consumo di suolo pari a 4726 ettari nel quinquennio 2019-2024 (è come se in Italia fosse nata dal nulla una città grande come Bologna), a fronte di un calo di popolazione di complessivi 322mila abitanti.

Le auto circolanti salgono a 70 contro le poco più di 68 della passata edizione.

Buone notizie arrivano, invece, dalla raccolta differenziata la cui media nei 106 capoluoghi si attesta al 66,15% (circa un punto percentuale in più rispetto allo scorso anno, 65,14%) e dall'utilizzo dei mezzi pubblici, salgono a 103 i viaggi pro capite annui sui bus contro gli 86 dello scorso anno. Passi in avanti si registrano anche sulla riduzione della dispersione idrica: il valore medio dell'acqua che viene dispersa cala al 34,7%, mentre nel 2024 era pari a 36,1%.

 

Nella Penisola dove si investe su sostenibilità e politiche urbane lungimiranti i risultati si toccano con mano. A dimostrarlo Mantova, Trento e Bolzano che guidano quest'anno, rispettivamente in prima, seconda e terza posizione, la classifica generale di Ecosistema Urbano. In particolare, Mantova si afferma leader green indiscussa di questa edizione 2026 con un indice di 'performance sostenibile' che raggiunge il punteggio dell'81,29%, mentre Trento con il 76,53% e Bolzano con 75,47% sono le uniche due città in classifica sopra il 75%.

Anche quest'anno a dominare la top ten della graduatoria sono i medi e piccoli comuni del nord est: oltre a Mantova, Trento e Bolzano, spiccano Cremona (4° posto con 74,77%), Reggio Emilia (5° con 72,40%), Bergamo (6° con 71,45%), Parma (7° con 71,03%), Pordenone (8° con 70,79%). Al nono posto Cosenza prima città del sud che risale la classifica (era 16esima nel 2025) tornando quest'anno nella top ten, mentre Napoli piomba in fondo alla classifica in 106esima posizione con un indice di performance ambientale che si attesta al 30,80%. Ad accompagnarla, ci sono diverse città del Sud: in fondo alla classifica troviamo anche Crotone (101esima con 39,09%), seguita da Caserta (38,57%), Catania (37,45%), Palermo (36,74%), Reggio Calabria (36,74%). Tra le grandi città Bologna, anche se scende al dodicesimo posto (69,71%), si conferma la più sostenibile, mentre Roma è 67esima in classifica con un punteggio che si attesta a 50,91, peggiorando di una posizione rispetto al 2025.

"I numeri ben sintetizzano le aree d'intervento su cui occorre lavorare per accelerare il passo garantendo ai cittadini città più sostenibili e resilienti e, soprattutto, più sicure in termini di contrasto alla crisi climatica", avverte Legambiente che, partendo dall'analisi del nuovo report, indica al governo quattro priorità d'intervento chiedendo di: "Prevedere maggiori stanziamenti di risorse economiche per le città, dopo la fine del Pnrr; rendere operativo il piano di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), stanziando nella nuova legge di bilancio le risorse economiche necessarie per attuare gli interventi prioritari; approvare una legge nazionale contro il consumo di suolo; prevedere più interventi di mitigazione e di adattamento che abbiano al centro nature-base Solutions (NbS)".

 

''In gran parte dei capoluoghi italiani - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - l'adattamento alla crisi climatica così come la transizione ecologica hanno ancora un andamento troppo lento. Il risultato è che abbiamo troppe città che rincorrono le emergenze croniche e gli effetti della crisi climatica come le ondate di calore e gli eventi meteo estremi. Non ci siamo neanche sulla riduzione del rischio idrogeologico e sulle iniziative per concretizzare l'idea della città spugna, utile a fronteggiare gli eventi estremi sempre più frequenti e distruttivi in ambito urbano. Per questo è fondamentale accelerare il passo e che governo e Parlamento diano il loro contributo. Altrimenti continueremo, come abbiamo fatto fino ad oggi, ad apprezzare solo alcuni segnali di cambiamento, frutto della capacità e del coraggio di pochi sindaci del Belpaese. È ora di invertire rotta con politiche ambientali strutturali e di lungo periodo e non con misure tampone''. Per Mirko Laurenti, dell'ufficio scientifico di Legambiente e curatore del report, "serve una strategia nazionale urbana che insieme a una regia comune metta davvero al centro le città per avviare una programmazione allargata e condivisa che vada ben oltre il singolo comune o territorio e sia in grado di costruire risposte davvero efficaci che guardino all'area vasta. In questo percorso è fondamentale il contributo coordinato dei sindaci delle città". (Adnkronos) 

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