Giovedì 22 ottobre 2026
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L'emergenza fentanyl e crystal meth travolge Tijuana

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·

Tijuana, città di confine tra Messico e Stati Uniti, è diventata il simbolo di una crisi che intreccia narcotraffico, migrazione e dipendenza da droghe sintetiche. Come riporta D+C - Development and Cooperation, la rivista tedesca dedicata ai temi dello sviluppo globale, il crystal meth e il fentanyl si sono diffusi nella città al punto da trasformarla in un laboratorio a cielo aperto delle conseguenze sanitarie e sociali del traffico internazionale di stupefacenti.

 

Il mercato globale di queste sostanze è dominato da due organizzazioni criminali, il cartello di Jalisco Nueva Generación e quello di Sinaloa, entrambi attivi in oltre quaranta Paesi. Il fentanyl, oppioide sintetico fino a cinquanta volte più potente dell'eroina, è diventato negli ultimi anni la sostanza più redditizia per i cartelli messicani, che si riforniscono dei precursori chimici necessari alla sua produzione soprattutto da Cina e India. Un caso emblematico di questa filiera internazionale è quello del trafficante cinese Zhi Dong Zhang, conosciuto con lo pseudonimo di "Brother Wang", considerato un anello di collegamento tra i fornitori chimici asiatici e i cartelli messicani e ora sotto processo negli Stati Uniti.

La portata del fenomeno emerge anche dai sequestri. Nel marzo 2026 un blitz delle autorità nello stato di Colima ha portato al ritrovamento di 270 chilogrammi di una sostanza simile al fentanyl, una quantità sufficiente a produrre circa 14 milioni di dosi. Numeri che restituiscono la scala industriale raggiunta dalla produzione di oppioidi sintetici in Messico.

 

A pagare il prezzo più alto di questa crisi sono soprattutto i consumatori di Tijuana. Nel solo 2024 la Croce Rossa locale è intervenuta per tentare di rianimare oltre 800 persone colpite da overdose. Il dato più allarmante arriva dal servizio di medicina legale di Baja California, lo stato messicano di cui Tijuana è capoluogo: quasi il 17% dei cadaveri esaminati presentava tracce di fentanyl nel sangue, una percentuale che segnala quanto la sostanza sia ormai penetrata nel mercato locale della droga, spesso mescolata ad altre sostanze a insaputa di chi le consuma.

 

Di fronte a questa emergenza, alcune organizzazioni non governative cercano di limitare i danni. Realtà come Grupo Marte e Prevencasa offrono assistenza sanitaria alle persone con dipendenze, distribuendo naloxone - il farmaco che blocca gli effetti di un'overdose da oppioidi - e siringhe sterili per ridurre il rischio di infezioni tra chi si inietta droghe. Si tratta di un approccio di riduzione del danno, una strategia che punta a limitare le conseguenze sanitarie del consumo di stupefacenti senza necessariamente puntare all'astinenza totale.

Restano però ostacoli significativi. Il naloxone, pur essendo uno strumento salvavita contro le overdose da oppioidi, in Messico è disponibile solo dietro prescrizione medica e il suo costo resta troppo elevato per buona parte della popolazione a rischio. Manca inoltre, secondo quanto emerge dalla ricostruzione di D+C, una politica nazionale strutturata e realmente orientata alla riduzione del danno, lasciando che l'assistenza a chi vive per strada con una dipendenza dipenda in larga parte dall'iniziativa di singole organizzazioni locali.

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