Martedì 13 ottobre 2026
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L'eroina come terapia: il programma HABIB diventa permanente

EUROPA - NORVEGIA
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A Bergen, in Norvegia, esiste dal 2022 una clinica dove ai pazienti con una grave dipendenza da oppioidi, che non hanno risposto ai trattamenti tradizionali con metadone o buprenorfina, viene somministrata eroina farmaceutica sotto stretto controllo medico. Si chiama HABIB, acronimo di "Heroin-Assisted Behandling i Bergen" (trattamento assistito con eroina a Bergen), una sigla che in arabo significa anche "mio caro" ed è stata scelta dall'attivista Marianne Pierron. Il centro è stato raccontato dall'International Drug Policy Consortium (IDPC) attraverso una visita del settembre 2025, durante la quale la direttrice della clinica, Vibeke Buljovcic, e Arild Knutsen, presidente dell'Associazione per una politica umana sulle droghe (Foreningen for Human Narkotikapolitikk), hanno illustrato il funzionamento del programma.

 

Il modello di trattamento assistito con eroina (HAT, Heroin-Assisted Treatment) non è una novità assoluta: è nato in Svizzera negli anni Novanta e da allora si è diffuso in diversi paesi europei, tra cui Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Regno Unito, oltre che in Canada. L'idea di fondo è semplice ma radicale rispetto all'approccio tradizionale: anziché insistere sull'astinenza come unico obiettivo, si offre ai pazienti con dipendenza grave e di lunga data, per i quali le terapie sostitutive convenzionali non hanno funzionato, la possibilità di assumere diacetilmorfina (il nome scientifico dell'eroina farmaceutica) due volte al giorno, in un ambiente clinico controllato e con il supporto di personale sanitario.

 

Le due cliniche pilota norvegesi, HABiB a Bergen e la gemella HABiO a Oslo, hanno aperto rispettivamente nel marzo e nel gennaio 2022, nell'ambito di un progetto sperimentale quinquennale voluto dal governo norvegese e integrato nel sistema di trattamento con farmaci sostitutivi degli oppioidi già esistente. L'obiettivo dichiarato era raggiungere quei pazienti con una dipendenza da oppioidi così grave da risultare, come si legge nei materiali di valutazione del progetto, fuori dalla portata dei programmi di cura convenzionali.

 

Una valutazione conclusiva del progetto, pubblicata l'8 giugno 2026 dal Centro norvegese per la ricerca sulle dipendenze (SERAF) dell'Università di Oslo, ha evidenziato miglioramenti significativi nella salute, nella qualità della vita, nella sicurezza e nella stabilità complessiva dei pazienti coinvolti, insieme a un netto calo nel consumo illecito di eroina di strada. Lo stesso rapporto ha però segnalato anche i limiti del modello: si tratta di un trattamento costoso e ad alta intensità di risorse umane e organizzative, che richiede personale dedicato, strutture apposite e un monitoraggio costante dei pazienti, i quali devono presentarsi in clinica per l'assunzione controllata due volte al giorno, sette giorni su sette, senza possibilità di dosi da portare a casa.

 

Nonostante questi costi elevati, nel settembre 2026 il governo norvegese ha deciso di trasformare il progetto pilota in un'opzione terapeutica permanente. Il ministro della Salute, Jan Christian Vestre, ha annunciato che le cliniche di Bergen e Oslo continueranno a operare stabilmente e che anche altre regioni sanitarie del paese potranno, se lo riterranno opportuno, aprire nuovi centri analoghi. Il trattamento assistito con eroina, nato come sperimentazione clinica a tempo determinato, entra così a far parte in modo permanente del sistema sanitario pubblico norvegese, pur restando riservato ai pazienti con le forme più gravi e resistenti di dipendenza da oppioidi.

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