Lunedì 2 novembre 2026
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Exchange crypto: le commissioni nascoste da controllare prima di comprare

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Scegliere un exchange di criptovalute guardando solo alla commissione più bassa pubblicizzata può portare a una valutazione sbagliata del costo reale di un acquisto. Come riporta Borsa Magazine, per capire davvero quanto si paga su un exchange crypto non basta confrontare la percentuale della fee di trading: bisogna considerare insieme il prezzo effettivamente eseguito, il metodo scelto per versare denaro sulla piattaforma e i costi applicati al momento del prelievo.

 

Prima ancora di guardare ai costi, è necessario verificare se la piattaforma dispone dell'autorizzazione prevista dal regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets), e in particolare dagli articoli 59 e 60, che vanno controllati caso per caso consultando il registro ufficiale tenuto dall'ESMA, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. In Italia, inoltre, resta attivo un regime transitorio nazionale per i VASP (Virtual Asset Service Provider, i fornitori di servizi in valute virtuali) che, secondo quanto indicato da Banca d'Italia, scadrà il 30 giugno 2026. Fino a quella data alcuni operatori possono continuare a operare in base alle vecchie regole nazionali, in attesa di ottenere l'autorizzazione piena come CASP (Crypto-Asset Service Provider) ai sensi del MiCA.

Per mostrare quanto possa essere ingannevole fermarsi alla sola commissione dichiarata, l'articolo propone un esempio numerico con due percorsi ipotetici, indicati come A e B, per l'acquisto di due unità di un asset quotato a 1.000 euro l'una. Nel percorso A il costo totale finale dell'operazione risulta pari a 2.033,08 euro, corrispondenti a 1.016,54 euro per unità. Nel percorso B, invece, il costo complessivo scende a 2.021,02 euro, cioè 1.010,51 euro per unità. La differenza tra i due percorsi è di 12,06 euro, ed emerge un dato che a prima vista può sembrare controintuitivo: il percorso B risulta più conveniente nel totale nonostante preveda un trasferimento più caro rispetto al percorso A. Questo accade perché altri fattori, come il prezzo di esecuzione dell'ordine e il costo del metodo di versamento, incidono più del singolo costo di trasferimento sul risultato finale.

Un altro elemento chiave riguarda il tipo di ordine impartito sull'exchange. Un ordine di tipo market viene eseguito immediatamente al miglior prezzo disponibile sul mercato in quel momento, mentre un ordine limit viene eseguito solo al prezzo stabilito dall'utente o a condizioni più favorevoli, con il rischio però di non essere eseguito affatto se il mercato non raggiunge quel livello. A questa distinzione si lega il meccanismo delle commissioni maker e taker: chi inserisce un ordine che resta in attesa sul book, aggiungendo liquidità al mercato (maker), paga tipicamente una commissione inferiore rispetto a chi esegue un ordine che consuma liquidità già presente (taker).

 

Infine, prima di depositare fondi su una piattaforma è importante verificare contrattualmente chi è il soggetto che custodisce effettivamente le cripto-attività acquistate e quali reti blockchain sono supportate per i prelievi, dato che la scelta della rete incide direttamente sui costi e sui tempi del trasferimento verso un portafoglio esterno. Come esempi di documentazione informativa su questi aspetti, l'articolo cita le pagine messe a disposizione da Coinbase e Kraken, due dei principali exchange operativi a livello internazionale.

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