Mercoledì 23 settembre 2026
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Farmaci, l'OCSE: filiere Ue troppo concentrate e poco trasparenti

U.E.
Notizia ·

Le catene di approvvigionamento sanitario europee presentano una vulnerabilità strutturale che rischia di tradursi in nuove carenze di farmaci e vaccini. È l'allarme lanciato da un rapporto dell'OCSE, realizzato con il sostegno finanziario della Commissione europea attraverso la DG HERA (l'Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie), come riporta Quotidiano Sanità.

 

Lo studio individua tre criticità di fondo: una produzione eccessivamente concentrata nelle mani di pochi fornitori, una scarsa trasparenza sulle filiere a monte e una capacità produttiva che non può essere aumentata rapidamente in caso di necessità. Per verificare la portata del problema, l'OCSE ha analizzato nel dettaglio tre categorie di prodotti sanitari considerati critici.

Il primo caso riguarda i corticosteroidi iniettabili. Su 84 aziende attive nell'area Ue/See, in molti mercati nazionali i primi due fornitori coprono da soli oltre l'80% delle vendite: Italia, Germania, Francia e Spagna hanno registrato tra i 19 e i 22 milioni di unità vendute nel 2024. A monte della catena, però, sono stati individuati soltanto 20 titolari di certificati per i principi attivi necessari alla produzione, e ben nove di questi si trovano in Cina.

 

Ancora più marcata la concentrazione nel settore dei vaccini antinfluenzali: cinque produttori riforniscono l'intero mercato europeo, ma due di essi coprono da soli oltre l'80% delle dosi distribuite. Due terzi della produzione complessiva sono concentrati in appena tre Stati membri, un dato che espone l'intero continente al rischio di interruzioni improvvise in caso di problemi in uno di questi Paesi.

 

Il terzo prodotto analizzato sono i test RT-PCR per l'influenza. Qui il 31,8% delle 85 aziende individuate ha sede in Cina, ma il rapporto segnala una carenza di dati affidabili sulle quantità effettivamente vendute sul mercato europeo, un vuoto informativo che rende ancora più difficile valutare il reale grado di dipendenza.

 

Per affrontare queste fragilità, l'OCSE propone tre strumenti di cooperazione internazionale. Il primo, chiamato MedMIS, prevede il monitoraggio dei mercati per una lista di 20-30 prodotti prioritari. Il secondo, MedPPA, punta ad acquisti congiunti che possano coinvolgere anche partner extra-Ue. Il terzo, RescPool, consiste in una riserva comune con scorte fisiche e capacità produttiva condivisa tra gli Stati, sostenuta da un meccanismo definito "passaporto regolatorio" che dovrebbe facilitare la circolazione dei prodotti tra i Paesi membri in caso di emergenza.

 

Il rapporto suggerisce inoltre di potenziare il sistema di allerta ATHINA con indicatori capaci di segnalare precocemente i segnali di crisi, e di istituire presso la DG HERA un centro di previsione della domanda e dell'offerta - il Supply and Demand Forecasting Centre - basato su intelligenza artificiale e big data, con l'obiettivo di anticipare le carenze prima che si trasformino in emergenze conclamate per pazienti e sistemi sanitari.

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