Martedì 9 giugno 2026
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Fibra ottica: le reti ci sono, ma gli utenti non migrano

U.E.
Notizia ·

Le reti in fibra ottica si espandono a ritmo sostenuto in tutta Europa, ma gli utenti che decidono di migrarvi restano una minoranza. È questo il paradosso che emerge dai più recenti dati di settore, riportati da Corriere Comunicazioni: infrastrutture costruite a ritmo rapido, investimenti pubblici e privati ingenti, ma tassi di effettivo utilizzo ancora molto lontani dal potenziale disponibile.

 

Il caso italiano è emblematico. Secondo il report Idate presentato con l'Ftth Council Europe, l'Italia ha raggiunto una copertura FTTH (fibra fino all'abitazione) del 72%, avvicinandosi alla media europea del 76,8%. Eppure il tasso di adozione reale si ferma al 30%, contro il 54,9% della media europea. Un divario che rischia di rendere vano il lavoro infrastrutturale degli ultimi anni e di rallentare la trasformazione digitale del Paese.

 

Il tema è stato messo al centro del dibattito da Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, che ha definito il take-up — cioè l'effettivo utilizzo della rete da parte degli abbonati — la vera sfida da affrontare oggi. Secondo Gola, il basso tasso di adozione non pesa solo sulla sostenibilità economica degli operatori, ma ostacola la competitività dell'intero sistema Paese: restare agganciati al vecchio rame significa rinunciare alle prestazioni avanzate che solo la fibra può garantire, e allontanarsi dagli obiettivi fissati dal Digital Networks Act europeo.

Il problema non è però solo italiano. A livello europeo si registra un crescente disallineamento tra copertura delle reti e tasso di utilizzo da parte di utenti e imprese. Questo divario comprime i ritorni sugli investimenti, allunga i tempi di recupero del capitale e indebolisce gli incentivi per gli operatori ad accelerare ulteriormente il dispiegamento della connettività avanzata.

 

Un fattore che contribuisce alla stagnazione nell'adozione è la confusione generata negli anni dalle cosiddette offerte di "fibra mista": connessioni FTTC, in cui la fibra arriva solo all'armadio stradale e l'ultimo tratto è ancora in rame, ma che per lungo tempo sono state pubblicizzate come "fibra" tout court. Molti utenti ritengono così di essere già sulla rete di nuova generazione, con scarso incentivo a cambiare.

 

I Paesi che stanno registrando i maggiori progressi nell'adozione sono quelli che hanno già avviato formalmente il processo di dismissione della rete in rame, come Francia, Spagna e Regno Unito. Il Digital Networks Act individua nel 2035 un orizzonte realistico per il definitivo superamento delle tecnologie tradizionali, e lo switch-off — secondo gli operatori — rappresenta non solo un passaggio tecnico, ma una vera leva per accelerare la domanda da parte degli utenti.

 

Per l'Italia, la sfida richiede un'azione di sistema che coinvolga operatori, istituzioni e politiche pubbliche di incentivazione della domanda: non basta costruire la rete, occorre portare cittadini e imprese a utilizzarla davvero.

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