Sabato 26 settembre 2026
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Finanza UE troppo dipendente da cloud e AI extra-europei: l'allarme

U.E.
Notizia ·

Le tre autorità europee di vigilanza finanziaria - Eba (banche), Eiopa (assicurazioni e fondi pensione) ed Esma (mercati finanziari) - lanciano un allarme sulla crescente dipendenza del sistema finanziario dell'Unione europea da fornitori di tecnologia esterni ai confini comunitari. Come riporta Key4biz, nel Rapporto di aggiornamento sui rischi per l'autunno 2026 le tre autorità (note collettivamente come Esa) indicano le dipendenze esterne, le tecnologie emergenti e la crescita del credito privato come le principali vulnerabilità del sistema finanziario dell'Unione.

 

Il documento, presentato lo scorso 10 settembre al Financial Stability Table del Comitato economico e finanziario dell'Unione europea, segnala che una parte crescente delle infrastrutture digitali su cui si regge la finanza europea - servizi cloud, data center, sistemi ICT e, sempre più, modelli di intelligenza artificiale - resta fuori dal controllo diretto di Bruxelles. Anche mercati strategici come compensazione (clearing), operazioni di pronti contro termine (repo) e rating del credito risultano in larga parte intermediati da soggetti non europei.

Secondo le tre autorità, questa esposizione a fornitori e infrastrutture esterni allo Spazio economico europeo rischia di amplificare l'impatto di shock geopolitici e disservizi operativi. In uno scenario internazionale già teso, un guasto tecnico, una crisi diplomatica, nuove restrizioni normative o un attacco informatico contro un grande fornitore potrebbero propagarsi rapidamente attraverso l'intero sistema finanziario europeo.

 

Particolare attenzione viene dedicata al fronte della cybersecurity, dove la concentrazione tecnologica in mano a pochi grandi operatori preoccupa maggiormente i regolatori. L'intelligenza artificiale, spiegano Eba, Eiopa ed Esma, sta cambiando velocità e capacità degli attacchi informatici: i sistemi avanzati potrebbero rendere gli attacchi "più potenti e difficili da contenere", permettendo agli attori malevoli di individuare e sfruttare le vulnerabilità dei sistemi informatici a velocità finora impossibili. Per il comparto assicurativo questo si traduce anche in un rischio di accumulo delle richieste di risarcimento legate a polizze cyber, in caso di attacchi più frequenti e più gravi resi possibili dall'AI.

 

Le tre autorità richiamano l'attenzione anche su un'altra minaccia più a lungo termine: il quantum computing, che rappresenta un potenziale pericolo per i sistemi crittografici attualmente utilizzati da banche e infrastrutture finanziarie per proteggere dati e transazioni. Il punto critico, secondo il rapporto, è che i rischi legati a questa tecnologia potrebbero materializzarsi prima ancora che il quantum computing raggiunga una piena maturità commerciale, lasciando il sistema finanziario esposto con anticipo rispetto ai tempi previsti per contromisure adeguate.

 

Il rapporto segnala infine come ulteriore area di vulnerabilità la rapida espansione del credito privato in Europa: pur restando un segmento ancora contenuto rispetto ad altre aree del mondo, la sua crescita accelerata, la scarsa trasparenza e i legami sempre più stretti con il sistema finanziario tradizionale potrebbero trasformarlo in un fattore di rischio nei periodi di tensione sui mercati.

 

Nonostante questo quadro di vulnerabilità emergenti, le tre autorità ribadiscono che il sistema finanziario europeo resta nel complesso solido, sostenuto da fondamentali robusti di banche, assicurazioni e fondi d'investimento. Eba, Eiopa ed Esma non propongono un isolamento tecnologico dell'Europa, ma chiedono un monitoraggio più attento delle dipendenze da fornitori extra-UE e un rafforzamento della preparazione alle crisi legate a cybersicurezza, intelligenza artificiale e quantum computing, invitando autorità di vigilanza e operatori di mercato a mantenere alta la guardia su questi tre fronti di rischio.

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