Sabato 10 ottobre 2026
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Giudice dichiara incostituzionale il divieto di spaccio di droga

AMERICHE - CANADA
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Una sentenza della Corte Suprema della British Columbia, in Canada, ha stabilito che le persone tossicodipendenti hanno un diritto costituzionale ad accedere a una fornitura legale di sostanze attualmente proibite come cocaina, eroina, fentanyl e metanfetamine. Come riporta City Journal, la decisione della giudice Catherine Murray rende di fatto incostituzionale, almeno in parte, il divieto federale di traffico di droga previsto dal Controlled Drugs and Substances Act canadese.

 

Il caso riguarda Jeremy Kalicum ed Eris Nyx, fondatori di un "compassion club" gestito per conto del Drug User Liberation Front (DULF), gruppo attivista di Vancouver guidato da consumatori di droghe. I due acquistavano sostanze illecite sul dark web, le testavano per verificare la presenza di sostanze da taglio pericolose e le rivendevano a prezzo di costo a membri selezionati, in confezioni chiaramente etichettate. L'obiettivo dichiarato era ridurre le morti per overdose offrendo ai membri del club droghe di quantità, potenza e purezza note, in alternativa all'imprevedibile mercato di strada.

 

Kalicum e Nyx non hanno mai nascosto la loro attività, che ha ricevuto ampia attenzione mediatica. Il governo della British Columbia, la polizia di Vancouver e le autorità sanitarie locali erano pienamente a conoscenza dell'iniziativa: le autorità sanitarie federali e provinciali avevano persino concesso ai due una deroga legale per fornire servizi di analisi delle droghe e consumo supervisionato, oltre a 200.000 dollari di fondi pubblici, che secondo quanto dichiarato dai fondatori non sono stati usati per l'acquisto di sostanze illecite. Nel 2021 Kalicum e Nyx avevano anche chiesto a Health Canada un'esenzione specifica dal divieto di traffico, ma l'autorità sanitaria federale aveva respinto la richiesta, giudicando che l'acquisto di droghe sul dark web non fosse nell'interesse pubblico.

 

Nel 2023 la polizia ha perquisito la sede del compassion club, trovando cocaina, eroina e metanfetamine già confezionate per la vendita. Nel 2025 Kalicum e Nyx sono stati condannati per traffico di stupefacenti. In appello, però, la giudice Murray ha accolto gli argomenti della difesa basati sugli articoli 7 e 15 della Carta canadese dei diritti e delle libertà, annullando le condanne e dichiarando che il divieto di possesso di droga a scopo di traffico viola la Costituzione. Secondo quanto riportato dalla CBC, Murray ha affermato che l'attività del DULF riduceva i danni legati alla crisi delle droghe tossiche senza avere un impatto negativo sulla comunità o sulla sicurezza pubblica, definendo "a titolo personale" i due imputati come persone che hanno reso un servizio di interesse pubblico a costo personale considerevole.

 

La giudice ha sospeso l'efficacia della propria pronuncia per sei mesi, concedendo al Parlamento canadese il tempo di modificare la legge in modo da consentire l'esistenza di un programma di fornitura sicura non medicalizzato, sul modello di quanto faceva il DULF. Se il governo federale non interverrà entro questo termine, la norma dichiarata incostituzionale cesserà di avere effetto.

 

City Journal critica duramente la sentenza, definendola un caso di attivismo giudiziario fondato su ricerche di scarsa qualità. Secondo la rivista, gli studi condotti dal DULF in collaborazione con ricercatori attivisti canadesi si basavano su campioni molto ridotti, non prevedevano alcun gruppo di controllo e, soprattutto, il 55% dei partecipanti ammetteva di aver ceduto parte delle droghe ricevute a terze persone, un dato che metterebbe in discussione l'efficacia del modello come strumento di riduzione del danno limitato ai soli membri vagliati del club. L'articolo rileva inoltre che durante il processo l'accusa non ha presentato periti indipendenti in grado di contestare le basi scientifiche portate dalla difesa, e richiama un rapporto del 2024 della responsabile sanitaria provinciale Bonnie Henry, che ammetteva la scarsità di prove scientifiche pubblicate a sostegno della legalizzazione delle droghe come strategia di salute pubblica.

Secondo quanto riferito da uno degli avvocati del DULF, Tim Dickson, è probabile che il governo canadese chieda una proroga dei termini per adeguare la legislazione, come riportato da The Tyee.

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