Martedì 20 ottobre 2026
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Immigrazione: rapporto Caritas-Migrantes, integrazione ancora scarsa

U.E. - ITALIA
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L'immigrazione in Italia è ormai un fenomeno stabile e strutturale, ma le politiche di integrazione restano indietro. È quanto emerge dal XXXV Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, intitolato "Meno confini e più frontiere per costruire la pace" e presentato il 19 ottobre a Roma, alla Pontificia Università Urbaniana. Come riporta Vatican News, il documento fotografa una presenza straniera ormai consolidata nel Paese.

 

Secondo i dati Istat citati nel rapporto, al 1° gennaio 2026 i cittadini stranieri residenti in Italia sono 5.559.527, pari al 9,4% della popolazione totale. Nell'arco di un anno la popolazione straniera è cresciuta di circa 188.000 unità (+3,5%), un incremento che ha quasi compensato il calo di circa 189.000 cittadini italiani. Nel solo 2025 sono arrivati in Italia oltre 383.000 nuovi immigrati, mentre circa 35.000 persone hanno lasciato il Paese per trasferirsi altrove: il saldo migratorio risulta quindi positivo per oltre 348.000 persone. Il presidente di Caritas Italiana, l'arcivescovo Benoni Ambarus, ha sottolineato che i migranti rappresentano "una presenza significativa, preziosa e chiara", ma ha ammesso che l'immigrazione "va governata, perché con la pastorale interculturale, la pastorale vera e propria o le politiche di integrazione siamo ancora agli inizi".

 

Il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Pierpaolo Felicolo, ha chiesto una revisione del decreto flussi e un rafforzamento del dialogo con le comunità straniere presenti sul territorio, ritenuto fondamentale per "superare la paura". Felicolo ha invitato a valorizzare il ruolo delle comunità già radicate, coinvolgendole come tramite per favorire l'integrazione di altri connazionali.

 

Il rapporto, curato da Manuela De Marco e Simone Varisco con il contributo di 32 autrici e autori in 360 pagine, evidenzia come l'immigrazione in Italia sia ormai una componente strutturale e matura: quattro stranieri su cinque vivono nel Paese da oltre dieci anni. Un'indagine condotta su circa 400 uffici Caritas e Migrantes ha rilevato che il 67,4% degli immigrati intende restare "per sempre" in Italia, e che a favorire questa scelta non sono tanto i fattori economici quanto il benessere percepito e l'accoglienza ricevuta sul territorio, indicati dalla metà circa degli intervistati. Resta tuttavia un divario salariale significativo: i redditi degli stranieri sono in media inferiori del 10% rispetto a quelli degli italiani.

Sul piano della distribuzione geografica, il 58,1% degli stranieri risiede nel Nord Italia, il 24,2% al Centro e il 17,7% al Sud. Le comunità più numerose restano quella romena, albanese e marocchina, ma il rapporto segnala una crescita delle comunità asiatiche, in particolare da Bangladesh, India, Pakistan e Filippine.

 

Tra gli elementi critici evidenziati dal rapporto figura anche una denuncia inedita nei 35 anni di storia della pubblicazione: per la prima volta i curatori segnalano la mancata disponibilità di dati statistici pubblici rilevanti, in particolare da parte del ministero dell'Interno sui permessi di soggiorno e del ministero dell'Istruzione sulle iscrizioni scolastiche degli studenti stranieri, una carenza che secondo Caritas e Migrantes crea un preoccupante vuoto conoscitivo sul fenomeno migratorio nel Paese.

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