Venerdì 6 novembre 2026
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Italia prima per perdite bancarie dovute alle frodi

MONDO
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Il 76% delle banche italiane registra perdite annuali per frodi superiori a 10 milioni di dollari, mentre il 68% segnala un aumento delle perdite legate alle attività fraudolente, con il 21% che definisce tale incremento significativo. Un dato che colloca l’Italia al primo posto tra i 17 Paesi analizzati per incidenza degli istituti che superano questa soglia di perdite, con un valore superiore di 25 punti percentuali rispetto alla media globale. È quanto emerge dalla nuova ricerca di BioCatch, azienda specializzata nella prevenzione delle frodi e della criminalità finanziaria, condotta su 100 responsabili delle funzioni antifrode, antiriciclaggio e compliance delle banche italiane.

 

La rilevazione fa parte di una serie di 12 ricerche che ha coinvolto complessivamente 1.200 responsabili bancari in 17 Paesi. Tutti gli intervistati ricoprono posizioni manageriali o direttive e operano nelle funzioni dedicate alla prevenzione delle frodi o al contrasto della criminalità finanziaria dei rispettivi istituti.

 

Lo scenario evidenzia le crescenti sfide per il settore bancario, alla luce dell’evoluzione normativa europea e delle nuove responsabilità degli istituti nella tutela dei consumatori. Il 73% delle banche sta già pianificando o implementando modifiche alle politiche interne di rimborso in vista della normativa Psd3. Il rimborso volontario delle vittime di truffa risulta inoltre più diffuso in Italia rispetto ad altri Paesi: due terzi degli intervistati dichiarano che il proprio istituto rimborsa già oltre la metà delle vittime, una percentuale superiore di 22 punti alla media globale e tra le più elevate dei Paesi analizzati.

 

Sul fronte dei pagamenti, il 78% degli intervistati ritiene che i bonifici Sepa aumenteranno il rischio di frode per il proprio istituto.

 

“Una significativa maggioranza (78%) dei responsabili bancari italiani intervistati ritiene che i bonifici nell’Area unica dei pagamenti in euro (SEPA) aumenteranno il rischio di frode per il proprio istituto”, ha dichiarato Thomas Peacock, director of global fraud intelligence di BioCatch. “Questa convinzione è pressoché unanime tra i dirigenti di livello c-suite coinvolti nell’indagine. Con la PSD3 destinata a introdurre nuovi obblighi di rimborso delle vittime di truffa a carico delle banche, qualsiasi aumento del rischio di frode legato ai bonifici SEPA potrebbe avere ripercussioni anche sui risultati economici degli istituti”.

Analizzando le tipologie di minaccia, oltre la metà degli intervistati (53%) identifica le truffe basate sull’ingegneria sociale tra i primi tre rischi per il proprio istituto, mentre il 18% le considera il rischio numero uno. Le truffe si spostano in misura crescente sui dispositivi mobili: i responsabili bancari italiani identificano le applicazioni di messaggistica (54%), i social media (48%) e le altre applicazioni per smartphone (47%) come i canali principali da cui hanno origine le frodi.

 

L’indagine evidenzia criticità anche nelle tempistiche operative. Il 91% del campione dichiara che le indagini sulle frodi richiedono più di un giorno per essere completate, mentre quasi un terzo segnala tempi di indagine superiori ai due giorni.

(CityWire Italia)

 

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