Domenica 7 giugno 2026
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Le droghe sequestrate dalla dogana provengono da 103 paesi

OCEANIA - NUOVA ZELANDA
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Centotré paesi di origine diversi, dall'Afghanistan allo Zimbabwe: è questa la mappa del traffico internazionale di stupefacenti che la dogana neozelandese si trova ad affrontare ogni anno ai propri confini. Lo rivela un'analisi pubblicata dal Waikato Times, che ha esaminato i dati ufficiali sui sequestri di droga effettuati dal servizio doganale della Nuova Zelanda.

 

I numeri fotografano una rete di traffico che abbraccia ogni continente e coinvolge nazioni tra le più disparate per collocazione geografica e contesto geopolitico. La portata globale del fenomeno testimonia quanto la Nuova Zelanda, nonostante la sua posizione isolata nel Pacifico meridionale, non sia affatto al riparo dalle rotte internazionali del narcotraffico.

 

I dati della dogana neozelandese mostrano che nel solo periodo gennaio-maggio 2025 sono stati sequestrati alla frontiera oltre 1.600 chilogrammi tra cocaina, metanfetamina e MDMA: circa 976 kg di metanfetamina, 503 kg di cocaina e 141 kg di MDMA. A questi si aggiungono centinaia di altri sequestri che coinvolgono cannabis, oppioidi e psichedelici, non inclusi nei dati preliminari.

 

La strategia delle autorità neozelandesi punta a intercettare i carichi prima ancora che raggiungano il Paese. Dal 2018, anno in cui la dogana ha avviato la propria strategia di contrasto offshore, sono state fermate oltre 7,8 tonnellate di sostanze illecite all'estero, evitando danni stimati in oltre 7,5 miliardi di dollari neozelandesi. Solo nei primi cinque mesi del 2024, i partner internazionali hanno bloccato più di 1,6 tonnellate di droga destinate alla Nuova Zelanda.

 

Per sostenere questo approccio, la dogana dispone di una rete di ufficiali di collegamento dislocati in nove paesi, con il compito di condividere informazioni con le autorità locali e intercettare i traffici il più lontano possibile dalla frontiera neozelandese. La crescita dell'e-commerce globale ha tuttavia reso più complessa la vigilanza, poiché le reti criminali sfruttano sempre più il trasporto aereo e i sistemi postali internazionali per far passare le sostanze illecite.

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