Meta emette bond da 25 miliardi di dollari, segnali di cautela sul debito tech
Meta Platforms ha collocato il 3 novembre 2026 un'emissione obbligazionaria fino a 25 miliardi di dollari, scegliendo come data il giorno delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Come riporta Bloomberg, la società madre di Facebook ha deciso di non aspettare oltre, nonostante vendere debito proprio nel giorno del voto fosse considerato un azzardo dagli osservatori di mercato.
Meta era da tempo alla ricerca di liquidità da collocare sul mercato obbligazionario tra fine ottobre e inizio novembre, per finanziare i propri investimenti nell'intelligenza artificiale, dopo essere rimasta esclusa dal mercato nelle settimane precedenti per via del consueto periodo di silenzio societario che precede la pubblicazione dei risultati trimestrali. A complicare i piani è arrivata, a fine ottobre, un'emissione da 25 miliardi di dollari di Microsoft, che ha assorbito una quota consistente della liquidità disponibile tra gli investitori istituzionali. Il lunedì successivo, anche Alphabet ha collocato 6 miliardi di euro di obbligazioni, lo stesso giorno in cui Oracle si è finanziata sul mercato statunitense.
Di fronte a questo affollamento di emissioni tecnologiche, i banchieri di Citigroup e Morgan Stanley, incaricati di gestire l'operazione, hanno valutato insieme a Meta i tempi migliori per il collocamento, individuando nel martedì elettorale una finestra potenzialmente favorevole: nel giorno del voto i mercati tendono infatti a restare relativamente tranquilli, con i gestori concentrati sui primi risultati elettorali e restii ad assumersi rischi eccessivi in vista di possibili scosse sui prezzi. L'azienda ha quindi deciso di collocare il debito in dollari proprio il 3 novembre, per poi completare il giorno successivo la tranche in euro, pari a 9 miliardi di euro (circa 10,1 miliardi di dollari).
L'operazione in euro ha riscosso un interesse definito "record" per un'emissione corporate in Europa, con tutte le sei tranche scambiate sopra la pari già dal primo giorno di contrattazione. Sul fronte dollaro, invece, Meta ha infine raccolto 15 miliardi di dollari attraverso un'offerta in cinque tranche, raccogliendo ordini fino a 58 miliardi di dollari, quasi quattro volte l'importo collocato. La tranche più lunga, con scadenza nel 2056, ha dovuto offrire un rendimento di 2,2 punti percentuali sopra i Treasury statunitensi, quasi 0,9 punti in più rispetto a un'obbligazione analoga emessa da Meta lo scorso aprile: un segnale che gli investitori chiedono oggi una remunerazione più alta per finanziare il debito dei grandi gruppi tecnologici.
Questa nuova emissione si aggiunge a una più ampia strategia di raccolta di capitali che il gruppo di Menlo Park ha messo in campo nelle ultime settimane: il mese scorso Meta aveva già venduto 25 miliardi di dollari di azioni ordinarie e raccolto ulteriori 12,5 miliardi di dollari attraverso un'offerta di azioni privilegiate, nell'ambito di un piano complessivo da circa 95 miliardi di dollari destinato a finanziare gli investimenti nell'intelligenza artificiale.
Secondo Bloomberg, il contesto per il debito delle grandi aziende tecnologiche è cambiato rispetto a inizio anno: a marzo Amazon aveva lanciato un'emissione tra 25 e 30 miliardi di dollari finendo per collocarne 37 in dollari più altri 17 miliardi equivalenti in euro, mentre ora le aziende scelgono deliberatamente offerte più contenute, con le ultime emissioni in dollari di Meta e Oracle rimaste al di sotto della soglia dei 25 miliardi che si era consolidata come standard nei mesi precedenti. Nella settimana dell'emissione, le azioni statunitensi sono scese e i premi al rischio sulle obbligazioni del settore tecnologico sono saliti, con gli spread medi più ampi rispetto alla settimana precedente, segnale di una crescente cautela dei gestori di portafoglio verso il debito emesso dai grandi gruppi legati all'intelligenza artificiale.