Mercoledì 14 ottobre 2026
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Missione italiana al porto di Guayaquil contro il narcotraffico

AMERICHE - ECUADOR
Notizia ·

Una delegazione italiana ha visitato il porto di Guayaquil, in Ecuador, a pochi giorni da un importante sequestro di cocaina effettuato dalla polizia locale. Come riporta Agenzia Nova, la missione è guidata dal generale Alessio Nardi, consigliere del ministro degli Esteri Antonio Tajani per le politiche di sicurezza, giustizia, cooperazione e sviluppo, e dall'ambasciatore d'Italia in Ecuador, Giovanni Davoli.

 

La visita arriva subito dopo che la polizia ecuadoriana ha intercettato 1,6 tonnellate di cocaina dirette in Messico: quasi 1.700 panetti di droga occultati all'interno di un macchinario industriale. Un sequestro che conferma il ruolo del porto di Guayaquil come snodo centrale delle rotte internazionali della cocaina, dove - secondo quanto riferito dall'ambasciata italiana a Quito - il commercio legale verso Europa e Nord America si intreccia con traffici illeciti attraverso container contaminati, imprese di copertura e filiere logistiche infiltrate dalla criminalità organizzata transnazionale.

 

Alla delegazione hanno preso parte anche i magistrati Giovanni Tartaglia Polcini, consigliere giuridico della Farnesina e direttore aggiunto del programma europeo El Paccto 2.0, e Paolo Di Sciuva, direttore del programma Itajus 2 promosso dall'Organizzazione internazionale italo-latino americana (Iila), insieme ai consiglieri del Consiglio superiore della magistratura Edoardo Cilenti e Dario Scaletta.

 

Il programma della missione ha previsto una tappa al Terminal Portuario di Guayaquil, dove la delegazione si è confrontata con i responsabili locali su controllo degli accessi, analisi del rischio sui container e nuove tecnologie di sorveglianza, oltre a incontri con i vertici dei porti e con le associazioni di esportatori. Il vice ministro dell'Interno dell'Ecuador, Jorge Rivadaneira, ha accompagnato la delegazione italiana per l'intera durata della visita nella città costiera.

Ultima tappa del percorso è stato il Centro de Fusión de Inteligencia, una struttura finanziata dall'Unione Europea che l'Italia considera di particolare interesse in vista di un rafforzamento della cooperazione internazionale in materia di sicurezza. L'obiettivo dichiarato della missione è potenziare lo scambio di informazioni tra magistrature e forze di polizia dei due paesi e gettare le basi per nuove iniziative di formazione e assistenza tecnica nella lotta alle mafie transnazionali.

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