Sabato 17 ottobre 2026
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Obesità, 7 pazienti su 10 preferiscono la pillola: in arrivo in Italia

U.E. - ITALIA
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Oltre sette pazienti su dieci che convivono con obesità o sovrappeso preferirebbero iniziare un percorso terapeutico basato su una pillola piuttosto che su un'iniezione. È quanto emerge dall'indagine OPTIC, condotta su 800 adulti e presentata al Congresso nazionale della Società Italiana dell'Obesità WiP, in corso a Palermo. Come riporta Quotidiano Sanità, i motivi della preferenza riguardano soprattutto la maggiore praticità, la discrezione e le minori restrizioni rispetto alle terapie iniettive.

 

La ragione di questa scelta non è solo psicologica: l'era delle terapie orali anti-obesità sta per aprirsi anche in Italia. È atteso per l'inizio del 2027 l'arrivo in farmacia della semaglutide orale per la gestione e il trattamento del peso corporeo, già approvata dall'AIFA e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 ottobre 2026, dopo il via libera dell'EMA dello scorso luglio. Nello studio registrativo OASIS 4, la dose da 25 mg di semaglutide orale ha ridotto il peso corporeo del 17%, contro il 2,7% osservato nel gruppo trattato con placebo. Un terzo dei pazienti ha inoltre mostrato una risposta precoce al farmaco, con un calo ponderale finale del 22%.

 

Più avanti è atteso invece l'arrivo di orforglipron, un agonista non peptidico del recettore del GLP-1 a piccola molecola, che può essere assunto una volta al giorno senza le restrizioni alimentari richieste da altre formulazioni orali. Il farmaco è stato approvato dall'EMA proprio il 15 ottobre 2026, ma per il momento non sono ancora stati definiti i tempi del suo arrivo sul mercato italiano.

 

Nello studio ATTAIN-1, condotto in 137 centri di 9 Paesi su una popolazione composta per il 64% da donne, la dose di 36 mg di orforglipron ha prodotto, dopo 72 settimane di trattamento, una riduzione media del peso corporeo del 12,4%, contro lo 0,9% registrato nel gruppo placebo. Lo studio ha inoltre evidenziato miglioramenti significativi su circonferenza vita, pressione arteriosa e profilo lipidico. Nei pazienti prediabetici, la normalizzazione della glicemia è stata raggiunta nel 74-84% dei casi trattati con il farmaco, contro il 44% osservato con placebo.

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