Venerdì 2 ottobre 2026
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Piantedosi: sei nuovi Cpr in Italia, uno in Toscana

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha annunciato alla Camera, durante il question time, l'avvio delle procedure per la costruzione di sei nuovi Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) in altrettante regioni italiane: uno in Campania, due in Trentino Alto-Adige, uno in Calabria, uno in Toscana (nella zona della Lunigiana) e uno in Emilia-Romagna. Il governo prevede inoltre l'attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio.

Come riporta Telegranducato, il ministro ha inserito l'annuncio in un bilancio complessivo delle politiche migratorie del governo, richiamando anche il rafforzamento dei controlli alle frontiere europee e la proroga della sospensione di Schengen al confine con la Slovenia. Piantedosi ha motivato la scelta sostenendo che una rete adeguata di Cpr sia necessaria non solo per la gestione della politica migratoria, ma anche per la sicurezza dei cittadini, sottolineando che la gran parte delle persone oggi trattenute in questi centri risulta denunciata per reati gravi, sia contro il patrimonio sia contro la persona.

 

L'annuncio ha immediatamente scatenato la reazione del fronte politico toscano. Il governatore della Toscana Eugenio Giani ha definito la mossa del governo un'"ennesima iniziativa elettorale", accostandola ad altre misure contestate come il bollo auto e l'esclusione dei bambini stranieri dalle scuole. Giani ha anche messo in discussione l'efficacia dello strumento, sostenendo che i Cpr rappresentino un elemento di attrazione per situazioni di disagio e risultino inefficaci ai fini dei rimpatri, che non si attivano in assenza di accordi tra l'Italia e i paesi di origine; il governatore ha promesso che la Regione farà "di tutto, nel rispetto delle leggi" per impedire l'apertura del centro in Lunigiana.

 

Durissima anche la posizione del segretario regionale del Partito democratico toscano, Emiliano Fossi, che ha parlato di un "atto di propaganda sulla pelle dei territori e dei diritti umani" e ha dichiarato che la Toscana "non si piegherà alle forzature del governo Meloni" né diventerà, nelle sue parole, "il deposito a cielo aperto delle politiche fallimentari della destra". Fossi ha definito i Centri di permanenza per il rimpatrio "buchi neri dei diritti fondamentali, luoghi disumani, costosi e del tutto inefficaci perfino rispetto agli scopi dichiarati", criticando il metodo del governo di scaricare su regioni e comunità locali strutture detentive senza alcuna concertazione né un piano di accoglienza e integrazione.

 

Sulla stessa linea l'assessora regionale all'accoglienza e all'immigrazione, Alessandra Nardini, secondo cui i Cpr sono "luoghi che negano diritti e dignità" e hanno già dimostrato il proprio fallimento sotto ogni punto di vista: per l'assessora non servono nuovi centri, ma la chiusura di quelli già esistenti.

 

Di segno opposto le reazioni dei partiti di maggioranza. Il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli ha rivendicato l'annuncio come una vittoria del governo contro l'opposizione dei "governatori di sinistra", mentre il senatore leghista toscano Manfredi Potenti ha espresso soddisfazione per l'avvio dell'iter, parlando di "una scelta di buon senso e di rigore che la Lega sostiene da sempre".

 

Sul territorio della Lunigiana, dove da mesi si discute della possibile localizzazione del centro nell'area di Pallerone, nel comune di Aulla, la mobilitazione contraria coinvolge anche il circolo locale del Partito democratico e i Giovani Democratici, che hanno ribadito un "no ai Cpr" definito "di principio e non tattico", annunciando che se necessario porteranno la protesta nelle piazze e nelle strade.

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