Polizze Hansard, sequestro da 21 milioni: migliaia di risparmiatori truffati
Per anni molti risparmiatori italiani hanno creduto di mettere i propri soldi al sicuro sottoscrivendo una polizza vita, il prodotto che nell'immaginario comune rappresenta prudenza e capitale garantito. Secondo quanto riporta Businessonline.it, l'inchiesta della Procura di Milano sulle cosiddette "polizze Hansard" ha rivelato invece una realtà molto diversa: strumenti finanziari ad alto rischio, collocati con l'aspetto rassicurante di un tradizionale contratto assicurativo.
Il risultato è un buco da oltre 21 milioni di euro, con l'ombra pesante di un possibile schema Ponzi e dell'ipotesi di associazione per delinquere. Va precisato che si tratta di accuse ancora da accertare in sede giudiziaria: tutti gli indagati restano innocenti fino a sentenza definitiva.
La vicenda è emersa quando il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha disposto il sequestro preventivo, in forma diretta, di oltre 21 milioni di euro nei confronti di undici indagati. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero stati raggirati circa 1.500 investitori, molti dei quali professionisti e imprenditori. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere, truffa e autoriciclaggio.
Al centro del caso c'è Hansard Europe DAC, società con sede in Irlanda ed emittente dei contratti denominati "Signature Bond Plus". Un ruolo chiave nella vicenda spetta anche a IFB Italy, l'intermediario assicurativo che collocava le polizze per conto di Hansard e che oggi risulta in liquidazione.
Si trattava di prodotti di tipo unit linked, cioè contratti in cui il rendimento non è garantito dalla compagnia ma dipende dall'andamento dei fondi o degli attivi a cui la polizza è collegata, in particolare i fondi Global Quality Selection e Go Global Opportunity. Nonostante questa natura speculativa, tali prodotti venivano venduti ai clienti come se fossero sicure polizze vita tradizionali, senza fornire adeguate informazioni sui rischi effettivi dell'investimento.
Gli attivi dei fondi facevano riferimento a una sicav con sede a Malta, la Novium Opportunity Umbrella Sicav, a sua volta controllata da una società svizzera che gestiva anche le polizze per conto di Hansard. Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto dai risparmiatori sarebbe stato indirizzato verso società ritenute vere e proprie "scatole vuote", prive di reale sostanza economica, alimentando il sospetto di uno schema Ponzi in cui i rendimenti promessi ai vecchi investitori venivano pagati con il denaro dei nuovi sottoscrittori.
Con la chiusura delle indagini preliminari, il fascicolo potrebbe ora portare al rinvio a giudizio di una dozzina di persone coinvolte nella vicenda, tra vertici societari e intermediari che hanno partecipato al collocamento delle polizze. Nel frattempo, parallelamente al procedimento penale, numerosi tribunali italiani si sono già pronunciati in sede civile condannando Hansard Europe a risarcire i risparmiatori, qualificando le polizze Signature Bond Plus non come autentiche assicurazioni sulla vita ma come strumenti finanziari mascherati da prodotto assicurativo.