Prestiti BancoPosta e Deutsche Bank: sanzioni violazione Privacy
Il Garante Privacy ha accertato violazioni degli obblighi di trasparenza e informazione sul trattamento dei dati personali dei richiedenti un finanziamento BancoPosta. Poste Italiane è stata sanzionata per 48mila euro, mentre Deutsche Bank per 33mila euro per aver violato la normativa in materia di trattamento dei dati personali nell’ambito dell’offerta dei finanziamenti BancoPosta.
I due provvedimenti (n. 746 e n. 747 del 7 ottobre 2026) traggono origine dal reclamo presentato da una dipendente di Poste Italiane che, a seguito del rigetto di una richiesta di finanziamento, aveva constatato la presenza, all'interno di una piattaforma accessibile a determinati operatori aziendali, di informazioni riguardanti la propria situazione economico-patrimoniale. Tra i dati consultabili figuravano, in particolare, il reddito netto percepito e gli impegni finanziari in essere.
Dagli accertamenti effettuati dall’Autorità, è emerso che le due società, in contrasto con quanto formalmente previsto dagli accordi intercorsi, operavano quali autonomi titolari del trattamento. In particolare, Poste Italiane raccoglieva le richieste di finanziamento e svolgeva un’attività di intermediazione, individuando il prodotto ritenuto più adeguato alle esigenze del richiedente, mentre Deutsche Bank procedeva autonomamente alla valutazione del merito creditizio e alla decisione finale in ordine alla concessione del prestito.
Poste Italiane è stata sanzionata per non aver informato adeguatamente i richiedenti il finanziamento sui trattamenti effettuati nel corso dell’attività di promozione e collocamento dei prestiti, in particolare sui destinatari dei dati e sui flussi di informazioni con la banca.
Deutsche Bank è stata invece sanzionata per non aver indicato correttamente nell’informativa il ruolo di Poste Italiane in qualità di destinatario dei dati e autonomo titolare del trattamento. Nel corso dell’istruttoria, entrambe le società hanno cancellato i dati della reclamante. Poste Italiane ha inoltre aggiornato l’informativa privacy, mentre Deutsche Bank ha impartito istruzioni al personale per limitare l’inserimento di dati personali e creditizi nelle comunicazioni relative ai finanziamenti. Alla banca il Garante ha anche ordinato di adeguare l’informativa entro sei mesi.
L’Autorità ha ribadito che le informative sul trattamento dei dati personali devono indicare in modo chiaro, completo e facilmente comprensibile i soggetti che effettuano il trattamento, le finalità perseguite e gli eventuali destinatari dei dati. L’esigenza di garantire sintesi e immediatezza dell’informazione non può, infatti, tradursi nell’omissione di elementi essenziali per consentire agli interessati di comprendere pienamente le modalità di utilizzo dei propri dati personali.