Sabato 7 novembre 2026
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A processo per truffa da 8,4 milioni con schema Ponzi

EUROPA - SVIZZERA
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Si apre il 9 novembre, davanti alle Assise criminali di Locarno (udienze che si tengono però al Palazzo di giustizia di Lugano), il processo a tre uomini accusati di truffa per mestiere e appropriazione indebita. Il raggiro, messo in piedi tra il 2020 e il 2023, avrebbe fruttato agli imputati circa 8,4 milioni di franchi svizzeri, sottratti con un classico schema Ponzi.

 

Come riporta laRegione, il processo sarà presieduto dal giudice Amos Pagnamenta, affiancato dai giudici a latere Rosa Item ed Emilie Mordasini, con la partecipazione degli assessori giurati. Secondo l'accusa, gli imputati avevano usato come esca un fondo di investimento indiano del tutto inesistente, chiamato "Bridge", presentato alle potenziali vittime nel corso di un evento organizzato nelle sale di un hotel di lusso a Lugano.

Le vittime, circa 150 persone per lo più residenti in Ticino e legate alla cerchia di conoscenze degli imputati, sarebbero state convinte a investire con la promessa di rendimenti dal 5% mensile fino al 71% annuo, oltre alla garanzia - rivelatasi fasulla - di una copertura totale o parziale del capitale versato. Gli interessi, quando effettivamente corrisposti, venivano in realtà pagati utilizzando il denaro versato dai nuovi investitori, secondo il meccanismo classico degli schemi piramidali: un'app fittizia mostrava inoltre rendimenti e crescite del capitale completamente inventati, per rafforzare l'illusione di un investimento solido e redditizio.

 

Tra gli imputati, assistiti dagli avvocati Luisa Polli, Fabiola Malnati e Stefano Stillitano, figura un 39enne italiano attualmente detenuto in carcere, considerato dagli inquirenti il capo del gruppo. Gli altri due coinvolti, di nazionalità indiana, risultano invece latitanti e non sono quindi comparsi davanti alla giustizia elvetica. La procuratrice Chiara Borelli chiederà per gli imputati presenti pene superiori ai cinque anni di reclusione.

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